caro prezzi senza confini

Giappone, uova ai prezzi record: rincari e timore aviaria | A rischio la dieta nazionale

Una confezione da dieci uova costa in media 309 yen, al massimo storico. Mangimi più cari e yen debole pesano sulla filiera, mentre si temono nuovi focolai

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Dopo gli Stati Uniti, le uova diventano un problema anche per il Giappone. Secondo le rilevazioni del ministero dell’Agricoltura in quasi 500 punti vendita, una confezione da dieci è arrivata a costare in media 309 yen, circa 1,70 euro: un valore che eguaglia il massimo storico. La pressione sulla filiera rischia di rendere persistenti i rincari, con conseguenze soprattutto per la ristorazione economica.

Un alimento centrale nella dieta nipponica -

 Le uova hanno un ruolo importante nell’alimentazione giapponese e rappresentano una fonte proteica accessibile. Sono protagoniste del tamagoyaki, la tipica frittata arrotolata, e accompagnano spesso il ramen. Il loro rincaro incide anche sui bento, i pasti confezionati consumati ogni giorno da molti lavoratori e studenti.

Supermercati in perdita, piccoli locali sotto pressione -

  Alcune insegne di Tokyo scelgono di assorbire parte dei costi per trattenere i clienti. Secondo lo Yomiuri Shimbun, propongono confezioni a 88 yen, vendendo in perdita e riducendo le spese per pubblicità e personale. Per le shokudo, le tradizionali tavole calde, i margini sono più stretti: il rincaro delle uova si aggiunge all’aumento delle altre materie prime e alla difficoltà di trovare lavoratori.

Mangimi più cari e yen debole -

   Alla base degli aumenti ci sono soprattutto i costi di produzione. La Federazione nazionale delle cooperative agricole ha annunciato per il trimestre ottobre-dicembre un rincaro dei mangimi di circa 3mila200 yen a tonnellata, il quarto consecutivo. Le tensioni in Medio Oriente pesano sugli approvvigionamenti. La debolezza dello yen rende inoltre più costose le importazioni.

Il timore di una nuova crisi aviaria -

  Con l’arrivo dell’inverno cresce anche la preoccupazione per l’influenza aviaria, mentre la domanda aumenta in vista delle festività. Il Giappone rdegistra epidemie a sei stagioni consecutive. Resta il precedente della crisi iniziata nel 2022, quando l’abbattimento di oltre 17,7 milioni di volatili spinse diverse aziende a sospendere la produzione di alimenti a base di uova.

Importazioni e prodotti a lunga conservazione -

  Le imprese cercano di ridurre l’esposizione a nuove interruzioni delle forniture. Kewpie, produttore di maionese che utilizza 250mila tonnellate di uova all’anno, ha avviato importazioni anche dal Brasile. La filiera punta inoltre sulle uova liquide e surgelate, che si conservano più a lungo e consentono una gestione più flessibile delle scorte. Il governo, intanto, valuta l’introduzione di vaccini contro l’aviaria.

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