una ricetta senza tempo

A ciascuno il suo tiramisù: il dessert italiano che fa impazzire il mondo, tra tradizione e colpi di genio

Alla Tiramisù World Cup trionfano un apicoltore brasiliano con la ricetta classica e un italiano con una versione creativa al lampone, cioccolato bianco e miele. In gara 320 concorrenti da 33 Paesi

© Tgcom24

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Ma chi lo dice che il tiramisù sia solo un eterno classico?  E' una questione di identità italiana, vero, ma per conquistare i palati di tutto il mondo serve anche tanta creatività. A dimostrarlo è la decima edizione della Tiramisù World Cup, dove si sono incrocate tradizione e innovazione, e ha incoronato un brasiliano e un italiano campioni del dessert più amato della pasticceria nazionale.

I vincitori - A vincere nella categoria della ricetta originale è stato Marcos Muzzi, apicoltore di San Paolo, in Brasile, chiamato a difendere la versione classica del dolce. Sei ingredienti, nessuna scorciatoia: uova, zucchero, mascarpone, savoiardi, caffè e cacao. Perché quando la tradizione è in gara, anche una variazione apparentemente innocua può fare la differenza. Sul fronte creativo, invece, a conquistare il titolo è stato Ciro Tomassini con una preparazione che trasforma il tiramisù in qualcosa di diverso anche alla vista: un alveare dolce, costruito intorno a una composta di lamponi, cioccolato bianco e miele al limone. Una ricetta che gioca con consistenze e sapori, senza rinunciare al dessert da cui tutto ha origine.

320 concorrenti, 33 Paesi e 40 minuti per conquistare il titolo -  I numeri raccontano una competizione che, negli anni, ha superato i confini di una semplice gara tra appassionati. In questa edizione si sono presentati 320 concorrenti provenienti da 33 nazioni, Italia compresa. A valutare le preparazioni anche 130 "giudici buongustai" selezionati dopo aver superato un quiz online e coinvolti nelle fasi di selezione. Il regolamento lascia poco spazio all’improvvisazione: ogni concorrente ha 40 minuti per preparare la propria porzione. Nella categoria originale bisogna rispettare rigorosamente i sei ingredienti tradizionali; in quella creativa è possibile aggiungerne fino a tre e sostituire il biscotto. Due modi diversi di interpretare lo stesso dolce, tra fedeltà alla ricetta e voglia di sperimentare.

Da dessert italiano a passaporto per il mondo Dietro la competizione c’è anche una scommessa turistica. "In questi dieci anni abbiamo capito che il tiramisù non è soltanto il prodotto intorno al quale costruire una competizione. È un linguaggio che ci permette di raccontare Treviso e il Veneto", ha spiegato Francesco Redi, ideatore e organizzatore della manifestazione. Le tappe internazionali, ha aggiunto, favoriscono scambi culturali ed economici, con l’obiettivo di trasformare la curiosità per il dessert in un motivo per visitare i luoghi che lo hanno reso celebre. La ricetta, insomma, resta italiana, ma il pubblico è globale".

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