Ha preso 165 multe in quattro mesi, tra novembre 2024 e febbraio 2025, in totale circa 10.800 euro di sanzioni, per essere entrata con l'auto in zone a traffico limitato o aver percorso corsie riservate. Ma la donna, un'automobilista di Bologna, ha fatto ricorso al giudice di pace, dimostrando che si era trattato di un errore di trascrizione della targa e ha ottenuto l'annullamento di gran parte dei verbali.
L'errore nella trascrizione della targa e l'ingresso in Ztl -
Da anni l'automobilista è titolare di un contrassegno per disabili, che abilita al transito nelle aree riservate, da lei percorse più volte al giorno. Ma quando ha cambiato auto, la nuova targa è stata associata al pass con un'inversione di due cifre per un probabile errore di compilazione. E così tutte le volte che è passata sotto i varchi elettronici il sistema ha rilevato una violazione, facendo scattare la multa.
Il ricorso al giudice di pace e l'annullamento delle multe -
L'automobilista, ricevute le sanzioni, ha impugnato le multe al giudice di pace, sezione civile: tre separati ricorsi che sono stati accolti, con annullamento dei verbali. È stato infatti dimostrato come la donna fosse da tempo titolare del permesso e fruisse legittimamente dei transiti in Ztl e preferenziali, mentre l'anomalia è dipesa da un errore di trascrizione nel sistema del gestore Bomob.