"Il ritorno di Taiwan alla Cina è una parte importante dei risultati della vittoria nella Seconda guerra mondiale e dell'ordine internazionale del dopoguerra". L'intento della Cina, manifestato dalla portavoce del ministro degli Esteri Mao Ning, è molto chiaro: Taiwan deve tornare a far parte del dragone per un fatto storico e giuridico. Tra gli alleati dell'isola, inoltre, ci sono gli Stati Uniti a cui è stato chiesto di gestire i loro rapporti "con prudenza" in quanto Pechino "non ammette ingerenze esterne".
Taipei: "Rafforzamento difesa non è provocazione" -
Tutto è iniziato il 10 ottobre, giorno di festa nazionale per Taiwan. In occasione, il presidente Lai Ching-te ha dichiarato che l'isola vuole la pace ma non è disposta a rinunciare alla propria libertà. Per Lai, infatti, il rafforzamento della difesa taiwanese non rappresenta una provocazione. L’aumento degli investimenti militari, ha spiegato, punta a dissuadere una guerra e a permettere che un eventuale dialogo con Pechino avvenga "su basi di parità e dignità". Nelle stesse ore anche gli Stati Uniti hanno alzato i toni. Il Dipartimento di Stato americano ha definito "profondamente destabilizzanti" le attività marittime cinesi al largo della costa orientale di Taiwan, dove negli ultimi mesi Pechino ha intensificato i pattugliamenti.
"Taiwan appartiene alla Cina" -
Tramite la portavoce del ministro degli Esteri, Mao Ning, Pechino ha replicato al discorso del presidente taiwanese definendolo "separatista". La replica è arrivata anche nei confronti degli Stati Uniti, partner strategico militare per Taiwan: l'invito di Mao è quello di "intraprendere azioni concrete per salvaguardare le relazioni tra Cina e Stati Uniti, nonché pace e stabilità regionali" aggiungendo anche che "gli Stati Uniti dovrebbero attenersi al principio dell'unica Cina e ai tre comunicati congiunti sino-statunitensi"
Le intese firmate tra il 1972 e il 1982 -
Durante il secolo scorso, Pechino e Washington hanno firmato tre comunicati: il primo è quello di Shanghai, firmato nel 1972 dopo la visita del presidente americano Richard Nixon. In questo comunicato si afferma la fine dell'isolamento cinese, ma anche il fatto che gli Stati Uniti considerassero Taiwan come parte del territorio cinese. Tuttavia, il Comunicato sull'instaurazione delle relazioni diplomatiche del 1979 ha riaperto all'interpretazione statunitense riguardo alla posizione della Cina su Taiwan. Nel testo, infatti, Washington "prende atto" del fatto che per Pechino Taipei è parte della repubblica popolare cinese. Infine, il Comunicato del 17 agosto 1982 sancisce l'intenzione degli Stati Uniti di adeguare gradualmente le vendite di armi a Taiwan in relazione al grado di militarizzazione dello Stretto da parte della Cina.