ore di apprensione

Il controllo in ospedale, la decisione di operare subito: così Papa Leone ha scoperto la malattia

Il Pontefice sarà ricoverato al Policlinico Gemelli dal 13 ottobre per l'asportazione di una lesione individuata in fase molto precoce. La degenza dovrebbe durare circa una settimana

© Afp

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Si credeva fosse una semplice inffiamazione, e invece è stato scoperto un nodulo polmonare. Nelle ultime settimane il Papa si è stottoposto a una serie di controlli medici per accertare l'origine di una lieve irritazione alle vie respiratorie. Ma gli esami, effettuati in Vaticano, hanno evidenziato la presenza di una lesione circoscritta, per fortuna individuata in una fase molto precoce e ancora priva di sintomi. 

La decisione dell'intervento - La diagnosi ha spinto i medici a consigliare un intervento tempestivo. Leone XIV ha così deciso di non attendere. Anche perché, stando alle valutazioni dei medici, il nodulo presenta caratteristiche che rendono l'intervento relativamente semplice. Per questo in Vaticano prevale un clima di fiducia,

Le buone condizioni fisiche del Papa -  A rassicurare sull'esito dell'intervento contribuiscono anche le condizioni fisiche del Pontefice. Leone XIV, che ha compiuto 71 anni a settembre, conduce da sempre uno stile di vita molto attivo: pratica regolarmente sport, frequenta la palestra e gioca a tennis. In Vaticano viene descritto come una persona attenta alla salute e alla forma fisica, con il vigore di un uomo più giovane della sua età. Anche per questo i medici guardano con fiducia ai tempi di recupero dopo l'operazione e il Papa stesso conta di riprendere rapidamente la piena attività in vista degli impegni internazionali di novembre.

La degenza -  Il Papa sarà ricoverato al Policlinico Gemelli a partire da martedì 13 ottobre per sottoporsi all'operazione di asportazione del nodulo, prevista nei primi giorni della degenza. Il ricovero dovrebbe protrarsi per circa una settimana, salvo complicazioni.

Gli impegni "irrinunciabili" -  Alla base della scelta di accelerare i tempi c'è anche la volontà di non compromettere gli impegni già fissati per l'autunno, a partire dal viaggio in Sudamerica programmato dal 6 al 17 novembre. Secondo Alejandro Moral Anton, amico di lunga data ed ex collaboratore del Papa, Prevost avrebbe preferito affrontare subito l'intervento proprio per concludere la convalescenza in tempo e rispettare il programma pastorale, in particolare la visita in Perù, il Paese dove ha vissuto per vent'anni come missionario e vescovo.

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