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"Kato? Falso parlare di fatalità"

Reggiani: "Un dramma annunciato"

Loris Reggiani, ex pilota e manager di Melandri, ha le idee chiare circa l'incidente di Kato: "Parlare di fatalità come hanno fatto gli organizzatori del GP è sbagliato e fuorviante. La pista è rischiosa: le gare a Suzuka sarebbero dovute essere sospese fino al completamento delle modifiche necessarie. Invece così non è stato e il circuito è stato omologato. Perchè la stampa non ha potuto visionare le immagini? Qualcuno evidentemente ha paura".

Non usa mezzi termini. Ciò che pensa è chiaro e non ha certo problemi nel riferirlo. Riprendendo le parole già pronunciate da Melandri, Loris Reggiani rincara la dose: per l'ex pilota Aprilia parlare di fatalità riguardo l'incidente di Kato non solo è sbagliato ma pure fuorviante. "Sostenere che sarebbe potuto succedere in qualsiasi altra pista del mondo significa distogliere lo sguardo dal problema reale: Suzuka è una pista pericolosa, un circuito in cui la sicurezza dei piloti è stata barattata con gli interessi di chi organizza il mondiale".

Un atto d'accusa deciso, un affondo senza remore. "Se tre anni fa - ha continuato Reggiani - si era deciso di modificare la pista in quattro punti, ciò significava che non era sicura. E allora perchè correrci? Perchè omologarla? Uncini (responsabile della sicurezza dei circuiti, ndr) non ha purtroppo il potere che dovrebbe spettargli. Di certo può mostrare tutte le prorpie perplessità ma se poi in sede di votazione va sotto e la Dorna e la Fim decidono di dare l'ok, a quel punto non c'è più nulla da fare. E poi, quando sei stipendiato da chi organizza il tutto, è logico che devi scendere a compromessi. Ma la realtà più difficile da accettare è che i piloti, in tutto questo, non contano assolutamente nulla".

In tre giorni, fra prove e Gp, si è assistito ad un numero impressionante di incidenti. Su tutti quelli di Kato, Melandri e Barros. "Senza dimenticare il fuoripista di Cecchinello" ha aggiunto Reggiani. "Se Lucio avesse avuto una 250 non so cosa sarebbe successo. Questi sono episodi che dimostrano come non si possa parlare di fatalità. Se Marco e Alex (Melandri e Barros, ndr) sono caduti in quella maledetta curva che solo l'anno prossimo verrà modificata, Kato è andato a sbattere subito dopo quella cambiata l'inverno scorso. Hanno migliorato l'uscita da quest'ultima, ma hanno peggiorato l'ingresso nella curva successiva. E che ci sia qualcosa che non va è dimostrato dal fatto che hanno vietato alla stampa di visionare le immagini. Chi le ha viste afferma che non riescono a spiegare la dinamica dell'incidente, ma allora perchè tenerle nascoste?". Che fare allora? "Per prima cosa i piloti dovrebbero trovare quell'unità di intenti che darebbe loro potere. Poi, fintanto che Suzuka non sarà veramente in regola (la Honda, proprietaria del circuito, ha diversi problemi nell'acquisizione di quei terreni che consentirebbero di ingrandire le vie di fuga e allontanare i muri dalla pista, ndr) niente più gare".
Pepe Ferrario