La coalizione militare guidata dall'Arabia Saudita a sostegno del governo yemenita riconosciuto a livello internazionale ha accusato i combattenti Houthi filo-iraniani dello Yemen di aver sferrato l'attacco contro l'aeroporto internazionale King Khalid di Riad, promettendo di rispondere "con fermezza". In un comunicato, il portavoce Turki al-Malki ha definito "crimine di guerra" l'attacco "contro un terminal passeggeri dell'aeroporto internazionale King Khalid di Riad, che ha causato almeno 12 morti e oltre 300 feriti". Il comando della coalizione "risponderà con fermezza a questo attacco terroristico", ha aggiunto.
L'Onu: "Attacco rappresenta grave escalation" -
L'attacco all'aeroporto di Riad "costituisce una grave escalation", ha affermato l'inviato dell'Onu per lo Yemen, Hans Grundberg, puntando il dito contro i combattenti Houthi filo-iraniani. "Azioni del genere rappresentano una grave minaccia per la sicurezza regionale, perpetuano i cicli di violenza e complicano ulteriormente gli sforzi di pace per lo Yemen", ha dichiarato Grundberg in un comunicato, esortando gli Houthi a "porre fine a questi attacchi" contro obiettivi civili in Arabia Saudita.
Trump: "Quanto accaduto è inaccettabile" -
L'ultimo attacco all'aeroporto internazionale di Riad, capitale dell'Arabia Saudita, ha causato la morte di 12 persone e il ferimento di oltre 300 - alcune delle quali versano in condizioni critiche - secondo quanto riferito dalle autorità dell'aviazione civile nelle prime ore di domenica. La coalizione a guida saudita ha attribuito la responsabilità dell'accaduto ai ribelli Houthi, sostenuti dall'Iran, provenienti dal vicino Yemen. Si è trattato dell'attacco più letale avvenuto in un Paese arabo del Golfo dall'inizio del conflitto legato all'Iran, i cui fronti si sono estesi fino a comprendere la recente intensificazione degli scontri tra gli Houthi e le forze governative yemenite sostenute dall'Arabia Saudita.