Gli attacchi russi di sabato 10 ottobre contro la città di Zaporizhzhia, nel sud-est dell'Ucraina, hanno causato la morte di almeno dodici persone, tra cui tre bambini, secondo quanto riferito dalle autorità regionali.
I raid sono avvenuti il giorno dopo l'incontro a Miami tra funzionari ucraini ed europei, nell'ambito di un rinnovato sforzo diplomatico per porre fine alla guerra della Russia in Ucraina. "Al momento, purtroppo, sono state confermate dodici vittime, tra cui tre bambini", ha scritto su X il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky. "Altre quattordici persone sono rimaste ferite, due delle quali in condizioni critiche: i medici stanno lottando per salvarle", ha aggiunto precisando che "si sta ancora verificando la sorte di altre dodici persone che potrebbero essere state presenti sul posto. "I soccorritori continuano a cercare persone sotto le macerie degli edifici distrutti", ha dichiarato il capo dell'amministrazione militare regionale, Mykhailo Semikin, diverse ore dopo l'attacco avvenuto nelle prime ore del mattino contro la città situata a poche decine di chilometri dalla linea del fronte. "Nelle prime ore di questa mattina (10 ottobre, ndr), le forze russe hanno sganciato cinque bombe aeree guidate su quartieri residenziali della capitale regionale. Due hanno colpito edifici residenziali", ha indicato la polizia nazionale in un comunicato. Secondo quanto ha dichiarato Ivan Fedorov, co-presidente del Consiglio di difesa della regione di Zaporizhzhia, ha inoltre riferito che almeno 14 persone sono rimaste ferite e 12 risultano disperse.