L'accusa da un ex braccio destro

7 ottobre, la rivelazione: "Netanyahu avvertito nella notte, tornò a dormire" | Poi il tentativo di manomettere le carte

L'ex segretario militare Avi Gil accusa il premier israeliano: "Reagì in ritardo, guerra trascinata avanti per restare al potere"

© Ansa

© Ansa

Il 7 ottobre 2023, tre ore prima che centinaia di miliziani di Hamas massacrassero civili israeliani nelle loro case, il telefono del primo ministro Benjamin Netanyahu aveva squillato. Una voce dall'altra parte lo aveva avvisato di "segnali sospetti di attività insolita da Gaza", ma Bibi non li aveva interpretati come una minaccia imminente ed era tornato a dormire. Un errore di valutazione che si sarebbe però sommato a tutta una lunga serie di avvertimenti che Bibi aveva ricevuto nel corso del 2023 e che aveva apertamente ignorato ritenendoli una "dimostrazione della politicizzazione dei ranghi militari" che volevano "fermare la riforma della giustizia".

La reazione con 12 minuti di ritardo -

 Sono rivelazioni clamorose, le prime di questo calibro, quelle che l'ex segretario militare di Netanyahu, il generale Avi Gil, ha affidato in un'intervista a Channel 12 e Israel Ayom. Lo stesso Gil, dopo la prima telefonata a Netanyahu alle 3.55 della notte tra il 6 e il 7 ottobre 2023, era stato svegliato dallo Shin Bet intorno alle 6.12, dunque venti minuti prima dell'attacco. Ma i servizi non avevano classificato quell'aggiornamento operativo come urgente. Alle 6.29, in concomitanza con il massacro, i cieli di Israele si erano saturati di missili. Bibi era stato avvertito e gli era stato chiesto di tenersi pronto sulla "linea rossa", quella delle comunicazioni più urgenti. Solo alle 6.41, quindi dodici minuti più tardi, Netanyahu avrebbe comunicato ufficialmente i suoi ordini: "Siamo in guerra".

"Netanyahu ha pubblicato parte della verità" -

 Non solo un ritardo nel reagire alla notizia, secondo Gil l'ufficio del primo ministro avrebbe sistematicamente cercato di insabbiare almeno parte di quanto accaduto quel 7 ottobre. "È stata presentata al pubblico solo parte della verità", ha spiegato il generale riferendosi al documento di 55 pagine che il premier ha consegnato per l'inchiesta del Controllore dello Stato e in cui sembrerebbe che il primo ministro non sia mai stato allertato dei pericoli di un'invasione di terra da Gaza. Stando a Gil, lo staff del premier da subito si sarebbe impegnato a una "raccolta anomala di protocolli". E avrebbero addirittura cercato, con un "modus operandi criminale", di far anticipare la telefonata delle 6.41 alle 6.29. 

Due sono le spiegazione che Gil fornisce per questa retrodatazione. Da una parte, "forse già allora stavano lavorando alla narrazione che vediamo oggi, cioè che il premier era l'unico che agiva in maniera razionale quando è iniziato il caos", ha detto l'ex segretario militare. Oppure, "se si anticipa di 11 minuti la telefonata sulla linea rossa, si può sostenere che c'era chi nel rango militare sapesse. Ossia, che c'è stato un tradimento". Gettando così benzina sul fuoco di una delle teorie cospirative più diffuse in Israele, cioè che qualcuno dell'esercito sapesse ma avesse omesso apposta di svegliare Netanyahu. 

Gli ostaggi e la guerra "trascinata per rimanere al potere" -

 Il prima, il durante ma anche il dopo-7 ottobre sono finiti nel mirino dell'intervista bomba di Gil. Secondo il generale, infatti, Bibi avrebbe "potuto riportare a casa gli ostaggi prima". Ma avrebbe consapevolmente cercato di trascinare il più a lungo possibile la guerra, temendo che senza il conflitto armato il suo governo potesse cadere. Ora che Netanyahu è atteso dalle elezioni del 27 ottobre, le questioni del massacro e le presunte carenze dell'ufficio del primo ministro nella gestione di quella emergenza potrebbero giocare un ruolo pesantissimo nel risultato che le urne restituiranno. 

Netanyahu a Gil: "Non mi hai svegliato in tempo" -

 Benjamin Netanyahu ha respinto le accuse di Avi Gil, sostenendo che "come altri" fosse a conoscenza dell'attacco imminente del 7 ottobre 2023 e che "abbia scelto di non svegliare il primo ministro in tempo". Le dichiarazioni di Gil sarebbero, per Bibi, "un tentativo di oscurare la semplice e dolorosa verità sul suo fallimento". Il premier ha poi condiviso su X un segmento di due minuti di "Channel 14", emittente israeliana filo-governativa, presentato come una smentita dell'intervista dell'ex segretario militare. Il servizio riprendeva informazioni già note sui dati ricevuti da Gil nelle ore precedenti all'attacco, tra cui l'attivazione di schede Sim israeliane da parte di decine di miliziani di Hamas e il fatto che i principali leader del movimento islamista palestinese si fossero nascosti nella rete di tunnel sotterranei.

Ti potrebbe interessare