A volte basta una cena per tornare al centro dell'attenzione. Dopo essere rientrata a Londra a metà agosto, Meghan Markle ha fatto la sua prima uscita pubblica nella capitale britannica scegliendo un indirizzo carico di storia: il Claridge’s. Qui la duchessa di Sussex ha incontrato Malala Yousafzai, la giovane attivista pakistana insignita del Nobel per la Pace nel 2014. Un appuntamento all’insegna della solidarietà e dell’affetto, che però ha attirato l’attenzione della stampa soprattutto per un altro dettaglio: il guardaroba di Meghan, valutato dai media britannici circa 28mila sterline, pari a oltre 30mila euro.
Una cena tra impegno e alta moda -
L’incontro con Malala ha riportato Meghan sotto i riflettori dopo un periodo trascorso lontano dagli eventi pubblici londinesi. La storia dell’attivista, sopravvissuta nel 2012 a un attentato dei talebani per il suo impegno a favore dell’istruzione femminile, rappresenta una battaglia che ha conquistato l’attenzione internazionale.
Curata proprio a Londra dopo essere stata ferita, Malala è diventata la più giovane vincitrice del Nobel per la Pace. Accanto a questo incontro, tuttavia, i tabloid hanno passato al setaccio gli abiti e gli accessori scelti dalla duchessa, trasformando la sua apparizione in un caso di stile.
Il fascino del Claridge’s e il ritorno a Londra -
La scelta dell’hotel non è passata inosservata. Situato nel cuore della capitale, il Claridge’s è da tempo legato alla storia dei Windsor: qui si tenne il ricevimento di nozze di Carlo e Diana, mentre la regina Elisabetta II considerava la struttura uno dei suoi indirizzi preferiti.
Intanto, mentre Meghan torna gradualmente sulla scena pubblica, il principe Harry prosegue i propri impegni umanitari e parla apertamente delle ferite emotive legate alla morte della madre: "Ero convinto che quella fosse forza, ma non lo era. Ero un ragazzino di dodici anni senza il permesso di crollare e senza una guida su come guarire". E sul periodo successivo alla Megxit: "In due o tre giorni dall'abbandono di quell'ambiente stressante ho vissuto un crollo di adrenalina come non ne avevo mai provati prima. Giravo per la casa senza uno scopo, sono caduto in depressione per circa due settimane".
Sullo sfondo circola invece l’ipotesi di un documentario dedicato a Diana, a trent’anni dalla sua scomparsa nel 2027. Un progetto ancora da valutare, che potrebbe riportare l’attenzione sulle tensioni mai del tutto sopite all’interno della famiglia reale.
© Afp
© Afp
© Afp
© Afp
© Afp
© Afp
© Afp
© Afp
© Afp
© Afp