dopo il Nobel a Pillay

Usa impongono sanzioni alla Corte penale internazionale | Farnesina: "Italia conferma fiducia nella Cpi"

La Commissione Ue: "Sanzioni deplorevoli, pronti a garantire il lavoro della Cpi"

© Afp

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Gli Stati Uniti hanno annunciato sanzioni contro la Corte penale internazionale (Cpi). La decisione è stata comunicata dal dipartimento del Tesoro americano, poco dopo l'assegnazione del Premio Nobel per la Pace 2026 a Navanethem "Navi" Pillay. La giurista sudafricana ha fatto parte della Corte penale internazionale prima di ricoprire l'incarico di Alta commissaria delle Nazioni Unite per i diritti umani.

Rubio: "Corte canaglia" -

 "Vieteremo le transazioni con questo tribunale canaglia, tagliandone le sue risorse e paralizzandone la capacità operativa". Lo ha detto il segretario di Stato Marco Rubio annunciando sanzioni alla Corte Penale Internazionale. "Il presidente Trump non permetterà mai alla Corte Penale Internazionale di perseguire cittadini americani", ha messo in evidenza.

Roma: "Fiducia alla Cpi" -

 "C'è anche l'Italia fra i Paesi occidentali che pubblicheranno una dichiarazione per confermare fiducia nella Corte penale internazionale e ribadire di essere contrari alle sanzioni Usa alla Corte Penale Internazionale". Così all'Ansa fonti della Farnesina. Nella dichiarazione "verrà confermato il sostegno alla Corte: assieme a paesi come Germania, Francia, Giappone e Canada, l'Italia ricorda il suo sostegno all'indipendenza, imparzialità e integrità della Cpi. L'Italia e gli altri Paesi sostengono di voler portare avanti un dialogo costruttivo e inclusivo con gli Stati non Parte dello Statuto di Roma, come sono gli Stati Uniti". 

L'Ue pronta a garantire il lavoro della corte -

 "È profondamente deplorevole che gli Stati Uniti abbiano annunciato l'intenzione di imporre sanzioni. L'Ue collaborerà strettamente con la Cpi per garantire che continui a operare in modo efficace" ed "è pronta ad adottare tutte le misure necessarie per consentire alla Corte di svolgere il proprio lavoro, nonché per tutelare gli interessi degli operatori dell'Ue all'interno del mercato unico". Lo rende noto la Commissione Ue sottolineando che "poiché è previsto un periodo di transizione di sei mesi prima che le misure entrino in vigore, c'è spazio per il dialogo".

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