Il settore del legno è entrato in crisi. Dopo dieci anni di crescita ininterrotta, la produzione dei mobili nel biennio tra il 2002 e il 2003 ha registrato un vistoso rallentamento: la produzione e il consumo interno hanno subito un forte calo e le esportazioni una forte contrazione. Le condizioni economiche delle famiglie, colpite dalla crisi generale e dall'inflazione, hanno determinato la diminuzione della domanda. Ed ora, lo scenario di guerra non sembra favorire la ripresa del settore. E così, i sindacati hanno chiesto l'intervento e il sostegno del governo, così come è già stato fatto per il settore della moda.
Nel dettaglio, ecco la situzione illustrata in cifre. Negli ultimi due anni la produzione è diminuita del 3,3%, il consumo interno è calato dell'1,6% e le esportazioni hanno subitouna forte contrazione. "Il nuovo scenario di guerra staulteriormente aggravando la situazione di crisi dell'intero comparto-ha spiegato la Fillea Cgil durante la presentazione del rapporto sul settore legno elaborato da Csil, il centro per gli studi industriali. "Aspettavamo una ripresa per l'aprile del 2003 -ha sottolineato il segretario generale di Fillea, Luigi Aprile, ma mettiamoci nell'ottica di rimandarla. L'errore è stato che molti hanno professato tassi di crescita irrealistici negando fino all'ultimo che la crisi economica era alle porte".
Oltre agli scenari di guerra il sindacato vede altre cause del rallentamento della produzione: l'andamento dei mercati azionari che ha ridotto la ricchezza finanziaria delle famiglie, il trend dell'inflazione che si presenta solo in moderata decelerazione e l'accresciuta incertezza sulle prospettive del ciclo economico. Secondo la denuncia dei sindacati, il settore del legno soffre della mancanza di una politica di sostegno da parte del governo e di iniziative mirate a rilanciare la produzione e la domanda interna.
E così, la richiesta del sindacato è quella di un dialogo serio e approfondito tra le parti sociali "che abbia come traguardo larichiesta al governo di avviare un tavolo operativo per il sistemacasa-arredo, come sta accadendo per il sistema moda-abbigliamento". Gli affari non solo non vanno bene in Italia ma si registra un calo anche all'estero. Fa eccezione il mercato statunitense, con una quota sul totale pari al 17% e in aumento rispetto al 2001 (+4,1 in quantità e -0,4 in valore). Abbastanza bene anche Germania e Francia che costituiscono il mercato di sbocco di un ulteriore 28% delle esportazioni italiane.