SETTE DATE A SORPRESA

Claudio Baglioni torna dopo la polmonite: "Ho temuto fosse finita, è una ripartenza"

L'artista si esibirà a Roma 44 anni dopo lo storico Alé-oò con "Che notte è questa! la partenza": sette serate dal 24 ottobre al 1° novembre a Piazza di Siena

di Simona Pisoni

"Stanotte ho fatto un sogno, mi ero perso a Roma e andavo in giro a chiedere alle persone: scusi, ma dov'è che io devo suonare?". Claudio Baglioni rompe così il ghiaccio dopo lo stop forzato per la polmonite interstiziale e apre la conferenza stampa con un racconto che sembra già una canzone. L'occasione è importante: presentare le sette date evento, in programma a Piazza di Siena a Villa Borghese dal 24 ottobre al 1 novembre, una serie di appuntamenti annunciati, a sorpresa, solo due mesi fa e che per l'artista hanno un sapore del tutto speciale: "Ho temuto di non ritornare mai più sul palco".

Il racconto del sogno si trasforma in un lungo inventario di una vita sui palchi romani: i teatri, l'Opera, gli auditorium, i palasport, lo stadio Flaminio e l'Olimpico, il Pincio, il Gianicolo, la scalinata di Trinità dei Monti, fino al balconcino di Centocelle, dove tutto è cominciato: "Era piccolissimo - ricorda - Non so come potessimo starci in sette, tutti con le chitarre schierate pensando di sconvolgere il nostro quartiere. La gente passava sotto e non ci filò nessuno". Il passaggio più atteso, però, arriva quando Claudio Baglioni parla della sua salute. "Tre mesi e mezzo fa ho avuto un incidente di percorso, un infortunio di salute, che a un certo punto mi ha fatto temere di non ritornare mai più sul palco, mi ha fatto temere anche di peggio" ha dichiarato l'artista aggiungendo: "Pensavo che veramente la parola fine fosse arrivata, quindi, questo voltare pagina e dire che c'è un altro pezzo di viaggio da riprendere è il motivo conduttore. Ci sarà molta energia".

Lo stop, ammette poi con la consueta ironia, gli è andato di traverso: "Un po' io ho rosicato per questa storia, perché io avevo deciso di terminare un determinato giorno. A me sta cosa che la sorte comandi più di me mi ha fatto un po' anche girare le scatole". Tornare su un palcoscenico ha in questo caso un "triplo valore" per Baglioni: "perché ci arrivo dopo 44 anni da quella volta dell'82, nello stesso giorno, il 24 ottobre, ci arrivo dopo questa vicenda che poteva veramente dare il finale, una bella carriera, e in più è stato bellissimo, perché quello che ho fatto è sempre stato meglio che lavorare".

Una vita come un gioco -

 "Ho fatto quasi sempre quello che ho voluto o quello che hanno voluto le persone che sono venute ad assistere a questi concerti - ha ammesso con onestà e ironia -. Ho fatto grandi sogni, li ho fatti con tante persone, abbiamo continuato a giocare tutta la vita. Sono sessant'anni che giochiamo con i balli, con i disegni, con i colori, con la musica. Che volete di più? Arrivare a 75 anni e dire: "ho giocato quasi per tutti e 75 anni" è meraviglioso. D'altronde, in molte lingue suonare si dice con lo stesso vocabolo che è giocare. E allora sarà un'occasione davvero straordinaria".

Perché proprio Roma? -

 La scelta di Piazza di Siena non è casuale. Baglioni si definisce "romano di seconda generazione": "È la città in assoluto che mi mette più tensione, perché mi vengono a trovare quelli che conosco un po' di più. Il pubblico romano è estremamente scettico, è quello più difficile da conquistare". E con la malattia alle spalle la sfida cresce: "La tensione mia è la massima, ma lo è ancor di più questa volta". 

Una serie di concerti accolti con entusiasmo dal sindaco Roberto Gualtieri: "Claudio è di casa a Roma e, quindi, per me è davvero una grandissima gioia presentare questo bellissimo viaggio per l'Italia che parte da Roma e tornerà a Roma. - ha dichiarato - È una cosa bellissima su cui abbiamo molto ragionato insieme. Sette giorni di musica in un luogo straordinario, stupendo, Piazza di Siena, Villa Borghese, che diventerà un palcoscenico straordinario in cui Claudio porterà la sua arte". 

Lo spettacolo a Villa Borghese e la scaletta -

 Sarà un teatro a cielo aperto, con 20 musicisti e 40 canzoni. Lo show racconterà quasi sessant'anni di carriera, ma senza nostalgia: il repertorio sarà più o meno lo stesso ogni sera, perché "la maggior parte delle persone viene una volta. Sarà permesso cantare e anche fare fotografie, non sarà vietato niente. L'unica cosa che vorremmo evitare è che ve ne andaste prima, perché questo ci darebbe molto dolore".

Il palco come rifugio -

 Alla domanda su cosa cerchi ancora dopo una carriera così lunga, Claudio Baglioni risponde con una dichiarazione d'amore per il palcoscenico: "So che il palco è ancora il luogo in cui io mi nascondo meglio. Lì divento le tante altre persone che forse sono e che avrei voluto essere. Sopra un palco riesco persino a fare dei movimenti che assomigliano a delle coreografie. Se scendo dal palco posso anche scivolare sul primo gradino" È, spiega, "un gioco molto serio": "Devi dimostrare che vali il tempo che le persone hanno deciso di usare per venirti a vedere, e il tempo è troppo prezioso per poter deludere. Non ho più quell'ingenuità che paralizzava prima di salire sul palco, ma è incredibilmente aumentato il timore di non fare bene".

Fori Imperiali o Centocelle: quale sarà l'ultimo concerto? -

 Il 23 ottobre 2027, ai Fori Imperiali, andrà in scena "Che notte è questa! il ritorno", approdo finale del GrandTour. Sarà l'addio? "Credo che non sarà l'ultimo, però sarà l'ultimo di una serie - anticipa -. I musicisti arriveranno tutti su una biga, ognuno avrà una biga personale per arrivare al palco". Un possibile gran finale, però, c'è già nel cuore: tornare dove tutto è iniziato. "Ho pensato nel 1964 che l'ultima volta, o comunque una delle ultime cose, sarebbe stato tornare a Centocelle e cantare lì".

Ti potrebbe interessare