Mediobanca aveva cominciato la seduta in controtendenza rispetto alla Borsa, con un rialzo che aveva lasciato pensare a una promozione da parte di Piazza Affari dei nuovi vertici della banca d'affari, dopo il sofferto addio di Maranghi. Ma nella seconda parte delle contrattazioni il titolo di Piazzetta Cuccia ha invertito tendenza e viaggia ora in rosso.
La Borsa quindi riformula il suo "giudizio" sul nuovo management, con Galateri presidente. E mostra qualche perplessità sugli ultimi arrivi. D'altra parte, anche tra le dichiarazioni ufficiali sono pochi i pareri entusiasti degli ultimi avvicendamenti.
"Non cambierà nulla". Così ha commentato i cambiamenti al vertice il vicepresidente di Impregilo, Pier Giorgio Romiti, a margine della presentazione agli analisti dei risultati 2002. "Non mi aspetto nessuna variazione nei confronti della partecipazione di Gemina dalla nuova gestione" ha continuato. "La struttura è la stessa". Quanto al futuro di Mediobanca, Romiti si è limitato a dire: "Vedremo quello che decideranno gli azionisti. E' un patrimonio che, in un modo o nell'altro, non andrà perso".
Anche il segretario della Cisl Savino Pezzotta è laconico: "Non rilascio commenti prima di conoscere qualcosa di più preciso".
Sull'addio di Maranghi Marco Tronchetti Provera dice che il ruolo giocato dall'ex numero uno di Piazzetta Cuccia, anche con le dimissioni, è stato determinante per raggiungere e garantire l'accordo in Mediobanca. "E' un accordo generale dove c'è stato un importante ruolo svolto dal dottor Maranghi che ha contribuito in modo determinante a garantire che l'accordo fosse equilibrato". Un accordo che per Tronchetti è stato siglato anche "nell'interesse del management di Mediobanca" e, ha sottolineato, "soprattutto per un futuro autonomo di Mediobanca". A chi gli faceva notare che Maranghi ha dato il suo contributo facendosi da parte Tronchetti ha risposto: "Sì, anche facendosi da parte".