
Legge elettorale, oggi il voto finale alla Camera sullo Stabilicum
Dopo la terza fiducia incassata dal governo, Montecitorio si prepara allo scrutinio segreto e le opposizioni promettono battaglia

È il giorno del voto finale sulla nuova legge elettorale: la Camera è chiamata a dare il via libera definitivo allo Stabilicum. La seduta inizierà alle 10:30 con le dichiarazioni di voto, mentre la votazione conclusiva è prevista non prima delle 12:30. Il governo ha superato anche l'ultimo passaggio sulla fiducia, quella relativa all'articolo 3, con 228 voti favorevoli, 144 contrari e 3 astensioni.
Terza fiducia superata, ora il voto decisivo -
Nella giornata di mercoledì 7 ottobre è stata approvata la terza e ultima questione di fiducia posta dal governo sull'articolo 3 della riforma, confermando il testo arrivato dal Senato. Subito dopo è passato anche l'articolo 8, che introduce la possibilità per i caregiver di votare fuori sede. Inoltre, sono stati respinti tutti gli ordini del giorno presentati dalle opposizioni, circa una quarantina. Adesso il passaggio più delicato è quello dello scrutinio segreto. La maggioranza ha annunciato di aver precettato tutti i parlamentari, compresi i ministri. "Sul voto finale non ci saranno problemi", ha assicurato il senatore di Fratelli d'Italia Alberto Balboni. Anche Giorgia Meloni, interpellata a margine del Med9 di Spalato, ha risposto così a chi le chiedeva se fosse serena: "Lo sono sempre". Certo è che Montecitorio è pronto per il "sold out".
Le opposizioni preparano la protesta -
Il voto segreto ha spinto le opposizioni a chiedere garanzie sulle modalità di espressione del voto. Riccardo Magi, segretario di +Europa, ha proposto di utilizzare il cosiddetto "catafalco", con un'urna e palline bianche e nere, come avviene per l'elezione del presidente della Repubblica. Alla richiesta si sono associati Pd, Avs e M5s, che hanno chiesto anche di evitare spostamenti tra i banchi e la presenza di deputati in piedi durante le operazioni. Alle richieste dell'opposizione ha però replicato il presidente di turno Giorgio Mulè, chiarendo che il sistema resta quello elettronico: "La presidenza assicura la segretezza del voto", ha sottolineato I gruppi hanno inoltre sollecitato maggiori limitazioni per fotografie e video dalle tribune. Ma non solo, perché le forze di opposizione hanno organizzato diverse riunioni per definire iniziative comuni da mettere in campo dentro e fuori dal Parlamento.