Quattro georgiani, un uomo e una donna sulla quarantina, un'altra donna, un minorenne. Sarebbero arrivati insieme a Bologna da Istanbul il 4 ottobre, poi il giorno dopo si sono divisi: i primi due hanno tentato di imbarcarsi dall'aeroporto emiliano per Tel Aviv. I secondi sono volati su Catania e da lì, anche loro, hanno tentato di salire a bordo di un volo per la città israeliana. Tutti e quattro sono stati però bloccati, perché scoperti all'imbarco con passaporti israeliani falsi, a poche ore di distanza.
I primi due sono stati denunciati a piede libero dalla polizia di frontiera bolognese e poi sono ripartiti in direzione Albania. La donna controllata in Sicilia, secondo quanto si apprende da fonti di sicurezza qualificati, è stata arrestata, il ragazzo rilasciato con una denuncia. Sono in corso accertamenti coordinati delle Digos per comprendere maggiori dettagli su un caso tutto da chiarire, in prossimità dell'anniversario dell'attacco di Hamas del 7 ottobre e pochi giorni dopo il tentativo di dirottamento del FlyDubai.
Da quanto si apprende i due intercettati a Bologna non avevano precedenti negli archivi delle forze di polizia e sono risultati regolari sul territorio. Non sono scattati alert specifici in materia di terrorismo, ma è chiaro che le indagini sono solo all'inizio. Erano arrivati in Italia con documenti regolari, del loro paese di origine e con quelli sono saliti sull'aereo per l'Albania. I passaporti falsi sono stati utilizzati per provare a raggiungere Israele.
Tra gli aspetti da comprendere è il tipo di legame esistente tra i quattro, dove siano stati nelle ore passate a Bologna, cosa hanno detto quando sono stati bloccati e messi di fronte alla falsità dei documenti esibiti. Del caso bolognese era stata informata anche la Procura che ha aperto un fascicolo e avviato accertamenti, anche se il fatto che l'uomo e la donna siano già nuovamente all'estero rappresenta inevitabilmente una complicazione.