Il Premio Nobel per la Chimica 2026 è stato assegnato a Henri B. Kagan e Kenso Soai "per la scoperta degli effetti non lineari e dell'autocatalisi nella sintesi organica asimmetrica". L'annuncio è arrivato dall'Accademia reale svedese delle Scienze. Le ricerche dei due chimici hanno permesso di comprendere un fenomeno legato alla chiralità, la proprietà che consente ad alcune molecole di presentarsi in due configurazioni speculari, gli enantiomeri. Pur avendo la stessa composizione chimica, queste forme possono comportarsi diversamente. Riuscire a controllare quale delle due venga prodotta diventa fondamentale in campo farmaceutico.
Gli effetti non lineari studiati da Kagan -
Il chimico francese dimostrò a partire dagli anni Ottanta che la purezza chirale di un catalizzatore non determina necessariamente in modo proporzionale quella del prodotto finale. I suoi studi mostrarono che, in particolari condizioni, può verificarsi una vera amplificazione asimmetrica: anche partendo da un catalizzatore non perfettamente puro sotto il profilo chirale è possibile ottenere un prodotto nel quale una delle due forme molecolari risulta molto più predominante. Gli "effetti non lineari" individuati da Kagan hanno inoltre fornito nuovi strumenti per studiare i meccanismi delle reazioni asimmetriche.