È l'alba del 7 ottobre 2023 quando Israele viene colpito da un attacco senza precedenti. Migliaia di razzi partono da Gaza, mentre uomini armati di Hamas attraversano la barriera di confine e fanno irruzione in città, kibbutz e nel luogo dove si sta svolgendo il festival musicale Nova. È l'inizio di una giornata destinata a cambiare il Medio Oriente. Il conflitto tra israeliani e palestinesi ha radici antiche: dalla Nakba del 1948, tra momenti di tensione e tentativi di pace falliti, si è intensificato sempre di più, senza mai realmente fermarsi. Attraverso le immagini e i video di quelle ore, ecco la sequenza degli eventi che ha portato Israele a dichiarare guerra ad Hamas e, nelle ore e nei giorni successivi, all'escalation militare nella Striscia.
Razzi sul rave party di Nova: già recuperati 260 cadaveri -
Tra i primi obiettivi dell'attacco c'è il festival musicale Nova, nel deserto del Negev, vicino al confine con Gaza. La festa viene interrotta dalla pioggia di razzi e dall'arrivo degli uomini armati. I partecipanti cercano di fuggire mentre si consumano sparatorie e aggressioni. Il bilancio della strage al festival diventa progressivamente più drammatico, con centinaia di vittime. Le immagini del rave diventeranno uno dei simboli dell'attacco del 7 ottobre.
Noa caricata su una motocicletta, Avinatan trascinato via -
Anche le immagini di Noa Argamani e del suo compagno Avinatan Or diventano tra le più riconoscibili di quella giornata. Nel video del rapimento si vede la coppia mentre viene portata via durante l'attacco al Nova Festival: Noa viene caricata su una motocicletta, mentre Avinatan viene trascinato dai rapitori. Il filmato documenta uno dei momenti più drammatici dell'assalto e diventa una delle immagini simbolo della vicenda degli ostaggi israeliani. Noa Argamani sarà liberata l'8 giugno 2024, insieme ad altri tre ostaggi, durante un'operazione dell'esercito israeliano a Nuseirat.
Netanyahu dichiara guerra ad Hamas -
Mentre continuano i lanci di razzi e le infiltrazioni dal territorio di Gaza, arriva la dichiarazione del premier israeliano Benjamin Netanyahu: "Siamo in guerra". È il passaggio politico che fotografa la nuova fase del conflitto. Israele annuncia la mobilitazione dei riservisti e prepara la risposta militare all'attacco. Nelle ore successive l'esercito israeliano avvia i primi bombardamenti sulla Striscia di Gaza.
Scatta l'assedio totale a Gaza -
Dalle prime ore dell'attacco si passa alla risposta militare israeliana. L'esercito intensifica i bombardamenti sulla Striscia e Israele annuncia l'assedio di Gaza. L'escalation entra così in una nuova fase: agli attacchi di Hamas del 7 ottobre segue una massiccia operazione militare israeliana, destinata a protrarsi nei mesi successivi.
Washington corre in aiuto di Tel Aviv -
La crisi assume immediatamente una dimensione internazionale. Gli Stati Uniti esprimono il proprio sostegno a Israele e valutano l'invio di aiuti militari dopo l'attacco di Hamas. Washington si schiera a fianco dell'alleato mentre il conflitto entra in una fase di forte escalation. Nei giorni successivi il sostegno americano si concretizzerà anche attraverso l'invio di aiuti militari e, sul piano politico, con la visita del presidente Joe Biden in Israele.
Ecco come si è arrivati all'attacco -
Dietro l'attacco del 7 ottobre c'è una storia di decenni di conflitto israelo-palestinese, tensioni, guerre e scontri. L'offensiva di Hamas non è stato un episodio improvvisato né isolato, ma l'esplosione di una crisi mediorientale già profondamente radicata. Il 7 ottobre segna una cesura: l'attacco del gruppo palestinese, con l'uccisione di oltre 1.200 israeliani e il rapimento di 251 persone (di cui soltanto 168 torneranno vivi), innesca la guerra che nei mesi successivi devasterà la Striscia di Gaza.