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Grundig a rischio fallimento

Dopo rottura con la turca Beko

Brutto momento davvero per la Grundig: il gruppo turco Beko, che doveva rilevare l'azienda tedesca in gravi difficoltà finanziarie, si è tirato indietro ed ora, quindi, la storica firma degli elettrodomestici teutonici rischia addirittura il fallimento. A confermare il tutto è la stessa società, che a questo punto deve cercare in tempi brevi una via d'uscita da una crisi che assume contorni drammatici.

La Grundig impiega circa 3.800 dipendenti, di cui 2.000 in Germania e il resto in diversi altri Paesi. Lo scorso anno il fatturato si è attestato attorno agli 1,2 miliardi di euro, con un “rosso”, purtroppo, di ben 75 milioni di euro. Da tempo erano state aperte le trattative proprio con i turchi della Beko, che si erano detti interessati a rilevare l’azienda. Ora, però, queste trattative si sono bruscamente interrotte e, di conseguenza, si alza il rischio di un crac.

Un portavoce della società tedesca, da sempre celebre soprattutto per i suoi apparecchi televisivi, ha spiegato che "bisogna inventariare l'ipotesi peggiore". Insomma, che a questo punto esiste concretamente il rischio di un fallimento. Al momento, sono in corso a Monaco colloqui decisivi con i principali creditori, costituiti soprattutto dai grandi istituti di credito. In prima fila ci sono, infatti, la Deutsche Bank, la Dredner e la Bayerische Landesbank. Come già nel caso Kirch, ancora una vola le banche tedesche dovranno decidere come affrontare l’implosione di una grande realtà industriale del loro Paese.

Va ricordato che, prima che si facessero avanti i turchi della Beko, a manifestare un interesse per la Grundig era stato il colosso taiwanese Sampo. Anche in questo caso, però, le trattative non avevano portato a nulla e, alla fine, il potenziale compratore si era dileguato. Insomma, il copione si è già ripetuto due volte. E i tempi che si allungano giocano indubbiamente contro la Grundig.