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L’economia mondiale resta in solida crescita nonostante inflazione e tassi in rialzo

Lo sottolinea Generali Investments in un commento di Thomas Hempell che segnala la forza degli investimenti in USA e un’Eurozona vicina al potenziale, mentre la Cina resta indietro

 | L’economia globale annusa la primavera, ma gli investitori restano cauti

L’economia globale è destinata a resistere alle tensioni nel Golfo mantenendo lo slancio anche nei mesi autunnali: in USA i consumi potrebbero moderarsi ma gli investimenti delle imprese e il sostegno fiscale dovrebbero continuare a sostenere una crescita solida, mentre l’Eurozona dovrebbe espandersi a un ritmo prossimo al potenziale, con l’eccesso di risparmio accumulato che contribuirà ad attenuare e l’impatto del caro energia. In Cina invece l’export compensa solo in parte la debolezza della domanda, che continua a frenare la crescita.

NEL GOLFO CONFLITTO PROLUNGATO MA SENZA ESCALATION
È l’indicazione di Thomas Hempell, Head of Macro & Market Research di Generali Investments, che si aspetta due rialzi dei tassi di BCE e Fed, con le prossime mosse forse già da ottobre, causa solidità economica e pressioni sui prezzi. Le attese di mercato ne prezzano addirittura altri due nel 2027, ma Generali Investments le giudica eccessive, e nel suo scenario di base prevede un conflitto nel Golfo prolungato ma non in escalation, con graduale normalizzazione dei flussi energetici nel 2027, mentre l’IA continua a sostenere investimenti e commercio, favorendo i produttori asiatici di semiconduttori.

IN USA RISCHI LEGATI A IA E INFLAZIONE
Hempell individua tre principali rischi al ribasso: ulteriore escalation in Medio Oriente con effetti sulle forniture energetiche, forte aumento dei rendimenti obbligazionari, e risultati inferiori alle attese degli investimenti in IA. In USA la domanda interna resta solida con un PIL previsto al 2,2% quest’anno e al 2,3% il prossimo, sostenuto dagli investimenti in IA. Ma proprio questi rappresentano un rischio, insieme all’inflazione, mentre il voto di metà mandato potrebbe portare a un Congresso diviso, con tensioni sul tetto del debito, mentre il deficit pubblico punta al 6% del PIL a fine 2026.

CRESCITA RIVISTA AL RIALZO PER L’EUROZONA
L’Eurozona si conferma più resiliente del previsto, nonostante il caro-energia, con l’espansione dell’attività sostenuta da crescita del credito, solidità del mercato del lavoro, elevati risparmi delle famiglie e stimolo fiscale tedesco. Le stime di crescita sono state riviste all’1,0% nel 2026 e confermate all’1,2% nel 2027, con rischi complessivamente equilibrati, ma orientati al rialzo.

LA CINA CONTINUA A RALLENTARE
In risposta alle pressioni inflazionistiche, la BCE ha portato i tassi al 2,50% e dovrebbe procedere con altri due rialzi, fino al 3,0%, tra fine 2026 e inizio 2027. Intanto l’economia cinese continua a rallentare, frenata dalla debole domanda interna, mentre esportazioni e settore tecnologico restano più resilienti, ma resta a rischio l’obiettivo di crescita del 4,5% e le autorità adottano sostegni mirati, senza un ampio stimolo fiscale.

DISACCOPPIAMENTO ECONOMICO CON GLI USA
Il settore immobiliare continua a pesare su fiducia e consumi, sul fronte estero, la tregua commerciale con gli USA resta fragile, e il graduale disaccoppiamento economico tra le due economie è destinato a proseguire.