Hanno confessato i 9 minorenni arrestati a Monza con l'accusa di aver stuprato una ragazzina di 12 anni che si era rifiutata di uscire con il "capo del branco". Tutti hanno ammesso, sebbene con sfumature diverse, le loro responsabilità raccontando anche fatti nuovi e facendo salire gli episodi di abusi da tre ad almeno sei o sette e tutti avvenuti tra settembre e gennaio scorsi. Per il grave episodio altri 3 ragazzini sono ai domiciliari.
Ammettendo la partecipazione alla triste vicenda - chi una volta, chi più - i ragazzi avrebbero riconosciuto di aver "distrutto la vita" alla ragazzina.
Agli arrestati vengono contestate le accuse di stupro, sequestro di persona, porto d'armi, minacce e lesioni. L'inchiesta era partita a febbraio, dopo la denuncia dei genitori della 12enne.
Gli inquirenti hanno ricostruito che tutto è nato durante la scorsa estate, quando la 12enne aveva iniziato a frequentare il punto di ritrovo di un gruppo di giovani di un paese dell'hinterland milanese vicino al suo. Qui le prime avances di quello che appariva il capo del gruppo, tra l'altro il più piccolo, con frasi del tipo "Vuoi uscire con me?" oppure "Vuoi diventare la mia ragazza?". Approcci che la ragazza aveva respinto.
Secondo l'accusa, tra settembre e gennaio, in almeno tre occasioni, il branco avrebbe costretto la vittima, che abita in un paese vicino al loro, a subire abusi sessuali, con tentativi di stupro, dietro pesanti minacce e percosse.
Dall'inchiesta è emerso che la prima volta la 12enne, mentre il branco era rimasto nel punto di ritrovo, venne trascinata a forza dal capo in un posto appartato, però nel centro del paese: qui, dopo essere stata minacciata con un coltello e presa a schiaffi e a pugni, fu costretta ad avere rapporti sessuali con lui e con il cugino.
La seconda e la terza volta i minorenni del gruppo caricarono di peso la ragazzina e una sua coetanea sui loro motorini, le portarono in un luogo periferico del paese. Qui abusarono della ragazzina, davanti all'amica, che era stata a sua volta picchiata e che piangeva terrorizzata. Quest'ultima ragazzina ha poi confermato gli episodi agli investigatori.
Alla fine di gennaio le ultime minacce ("Se parli, fai una brutta fine") e l'ultimo round di abusi. Poi le rivelazioni alla madre, la denuncia ai carabinieri e l'inchiesta suffragata dalle conferme di molti giovani del paese con cui il branco si vantava di quanto fatto.
Rispetto agli altri nove, i tre giovani finiti agli arresti domiciliari si sarebbero rifiutati di partecipare alle violenze di gruppo, di cui sarebbero stati solo spettatori. Avrebbero però partecipato con il resto del branco al sequestro, alle minacce e alle percosse della ragazzina.