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Due calici a tavola e nessun partner: il nuovo trend per fingere di essere in coppia e non essere soli

Sempre più spesso l'immagine è costruita proprio per lasciare a chi guarda il compito di immaginare la persona che manca, ma perché nasce questa esigenza?

di Simona Pisoni
© Istockphoto

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Due calici di vino su un tavolo apparecchiato per due e nessun volto. A prima vista sembra la fotografia di una serata romantica in coppia. Il dettaglio curioso è che, in alcuni casi, il partner non esiste affatto: la seconda persona è fuori dall'inquadratura, oppure non c'è proprio. È il nuovo gioco della rappresentazione sui social, dove non è più necessario mostrare esplicitamente qualcosa per farlo credere. Basta lasciare un indizio. Il resto lo fa chi guarda.

Un nuovo fenomeno social -

 Fotografie apparentemente spontanee possono essere costruite per comunicare agli altri una precisa immagine di sé. L'esempio più immediato è proprio quello dei due calici: si mostra l'ambiente, magari il proprio corpo o il proprio volto, ma non la persona che dovrebbe essere seduta dall'altra parte del tavolo. Il punto fondamentale è che non viene mostrato un partner: viene suggerita la sua possibile esistenza. È una differenza sottile, ma decisiva: la fotografia non dice sono fidanzato, costruisce piuttosto una situazione nella quale chi osserva può arrivare autonomamente a pensarlo.

Una persona che non compare, nasce la coppia immaginaria -

 Il meccanismo è semplicissimo: una persona va al ristorante, prepara una cena o si concede un aperitivo, poi sistema l'inquadratura in modo da includere due bicchieri, due piatti, due sedie o qualsiasi altro elemento che suggerisca una presenza. La seconda persona, però, non viene mai mostrata ed è proprio questa assenza a diventare parte integrante della fotografia. Chi vuole comunicare di non essere solo può lasciare un indizio affinché sia il pubblico a completare la storia. Al contrario, una persona che vuole rappresentarsi apertamente da sola potrebbe mostrare un unico calice accanto a un libro, oppure un tramonto osservato in solitudine. In altre parole: anche ciò che non entra nell'inquadratura può diventare contenuto.

Coppia immaginaria o soft launch? -

  Serve una precisazione. Il fenomeno dei due calici ha una parentela evidente con il cosiddetto soft launch, ma non è esattamente la stessa cosa. Il soft launch è ormai un termine ampiamente utilizzato per indicare la presentazione volutamente parziale di una relazione sui social: una mano, una silhouette, una spalla, una fotografia scattata da dietro, due bicchieri o altri piccoli indizi che fanno capire che nella vita dell'utente c'è qualcuno, senza rivelarne immediatamente identità e volto. Il New York Times descrive il soft launch proprio come il modo di far sapere di frequentare qualcuno senza fornire tutti i dettagli. Ma nel caso della coppia costruita a favore di social c'è una differenza fondamentale: il partner potrebbe non esistere. Quindi, se il soft launch dice "c'è qualcuno, ma non ve lo presento ancora", la coppia invisibile può dire "fate voi l'ipotesi che ci sia qualcuno".

Da dove arriva il soft launch? -

 Il termine non è nuovo. British Vogue ha ricostruito la diffusione dell'espressione spiegando che nel 2020 l'attrice e comica Rachel Sennott contribuì a renderla popolare con un tweet dedicato proprio all'Instagram soft launch di un fidanzato, immaginato come una fotografia nella quale comparissero soltanto un gomito o un profilo parziale. Da lì il termine si è rapidamente imposto nel linguaggio dei social. La logica è quella del trailer cinematografico: mostrare abbastanza da generare curiosità, ma non abbastanza da svelare tutto.

Perché lasciare intendere invece di dire? -

 La costruzione dell'identità non passa soltanto attraverso ciò che si dichiara, ma anche attraverso ciò che si lascia intuire. La ricerca accademica sulla self-presentation, cioè sulla presentazione di sé online, mostra da anni che le piattaforme social offrono agli utenti numerose possibilità di costruire strategicamente l'immagine che vogliono dare agli altri. La fotografia dei due calici, in questa prospettiva, diventa quasi una piccola scenografia.

Una fotografia con una coppia dice tutto: ci sono due persone, sono insieme, quella è la loro relazione, ma una con due calici dice molto meno e proprio per questo può generare più domande. L'immagine lascia uno spazio vuoto e il cervello di chi osserva tende naturalmente a riempirlo. Attenzione, però: da una fotografia non è possibile stabilire le intenzioni di chi l'ha pubblicata. Due bicchieri possono significare una cena romantica, una serata con un amico, una fotografia scattata per caso oppure una scena deliberatamente costruita.

La coppia come status da comunicare -

 Essere in coppia non è soltanto una condizione sentimentale. Sui social può diventare anche un elemento dell'identità pubblica. Il soft launch lo dimostra perfettamente: la relazione viene lanciata poco alla volta, come se fosse un prodotto. Prima un dettaglio, poi un altro, infine eventualmente il volto e la fotografia ufficiale della coppia. La coppia immaginaria porta questa logica un passo oltre: non serve nemmeno arrivare al lancio ufficiale.

Il vero protagonista è ciò che rimane fuori dalla foto -

 Per anni i social hanno premiato la visibilità: mostrare il partner, la casa, il viaggio, il ristorante, gli amici, la tavola perfetta. Ora sembra bastare il contrario: una persona fuori campo, una sedia vuota o un secondo bicchiere. La presenza viene comunicata attraverso l'assenza con il pubblico diventa parte del gioco, perché deve interpretare gli indizi e decidere quale storia raccontano. Alla fine, il fenomeno dei due calici racconta qualcosa di più grande di una semplice moda. Sui social non mostriamo soltanto quello che viviamo, mostriamo quello che vogliamo che gli altri pensino che stiamo vivendo e a volte non è necessario inventare una storia completa. Basta lasciare sul tavolo due calici, uno lo vediamo. L'altro, invece, lo immaginiamo.

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