Cristian Totti ha lasciato il calcio il 26 luglio 2025, a soli 19 anni, dopo l’esperienza in Serie D con l’Olbia. All’epoca, tra le ragioni indicate per la scelta era emersa soprattutto la forte pressione vissuta dal ragazzo per il cognome che porta. Il suo ex allenatore Marco Amelia aveva spiegato che Cristian aveva qualità per continuare la carriera, ma che intorno a lui c’era "troppa pressione". A oltre un anno di distanza, Francesco Totti ha raccontato che tra le cause c'è stato anche il problema di salute scoperto dal figlio durante una Tac per il naso.
"Non passava tutto il liquido al cervello" -
Francesco Totti ha spiegato cosa era emerso dagli esami del figlio. "Hanno trovato un’occlusione nell’acquedotto di Silvio", ha raccontato. Poi ha precisato: "Mo’, non è che faccio il medico, te lo dico così come me l’hanno spiegato: non passava tutto il liquido al cervello". Un problema che potrebbe spiegare anche alcuni disturbi avuti da Cristian già durante l’infanzia.
"Fin da piccolo aveva frequenti mal di testa", ha aggiunto Totti. "Ma era sempre in movimento, nessuno si era mai preoccupato. Sarà un po’ stanco, pensavamo". L’ex capitano giallorosso ha spiegato che il problema successivamente "è stato risolto", senza però fornire altri dettagli sulla diagnosi o sul trattamento seguito dal figlio. Il disturbo a cui fa riferimento è un’occlusione dell’acquedotto di Silvio, il canale che consente il passaggio del liquido cerebrospinale all’interno del cervello.
Acquedotto di Silvio, cos’è e a cosa serve -
L’acquedotto di Silvio, chiamato anche acquedotto cerebrale, è uno stretto canale situato all’interno del cervello. Collega il terzo al quarto ventricolo e permette la circolazione del liquido cerebrospinale, o liquor. Quando il canale si restringe o viene ostruito, il normale deflusso del liquor può essere ostacolato. Questa condizione viene generalmente indicata come "stenosi dell’acquedotto cerebrale" e può determinare una forma di idrocefalo.
Occlusione dell’acquedotto di Silvio, quali sono i sintomi -
I sintomi possono variare in base all’età della persona, alla gravità dell’ostruzione e all’eventuale aumento della pressione all’interno del cranio. Tra i disturbi che possono comparire c’è proprio il mal di testa, lo stesso sintomo ricordato da Totti parlando del figlio.
Nel suo caso, ha spiegato l’ex calciatore, la famiglia inizialmente non aveva collegato quei disturbi a un problema specifico. Un restringimento dell’acquedotto cerebrale non significa comunque automaticamente trovarsi davanti a una forma grave di idrocefalo: sono gli esami neurologici e radiologici a permettere ai medici di valutarne le conseguenze.
Quando Cristian Totti ha smesso di giocare a calcio -
Nella stessa intervista, Francesco Totti ha parlato anche della carriera sportiva del figlio. Inizialmente Cristian aveva preso in considerazione un altro sport. "Voleva fare il tennista e io ero strafelice", ha raccontato. Poi aveva cambiato idea: "All’improvviso, ha cambiato. Pa’, voglio diventare calciatore".
Totti aveva deciso di lasciargli libertà di scelta: "Fa’ lo sport che ti piace, non potevo dirgli altro. L’importante che lo fai con la testa giusta, con dedizione, con voglia, con rispetto". Il percorso nel calcio, però, non è stato semplice anche per il peso del cognome che portava. "Crescendo ha conosciuto la cattiveria degli altri. Parlar male di un ragazzo di dodici, quindici anni è vergognoso. Mi hanno ferito", ha concluso Totti.