Festa del 4 ottobre

Sergio Mattarella: "San Francesco indichi oggi la via della pace | In alcune parti del mondo si torna a benedire le armi"

Il capo dello Stato è intervenuto per l'ottavo centenario della morte di San Francesco: "La sua fu concreta rottura con l'idolatria del denaro"

"Oggi terribili conflitti insanguinano tante parti del mondo, e addirittura da alcune parti si tornano a benedire le armi e a porre gli eserciti sotto insegne religiose". Questa la situazione attuale dipinta da Sergio Mattarella e contrapposta con forza agli insegnamenti di San Francesco, nel giorno della Festa nazionale a lui dedicata: "Ci insegna che non c'è colpa maggiore di quella di uccidere altri uomini in nome di Dio. Non renderemmo giustizia al santo di Assisi se la sua figura fosse esaurita in quella di un ecologista, pacifista e operatore caritatevole ante litteram". 

La "battaglia" per la pace e la povertà -

 Il presidente della Repubblica ha parlato ad Assisi durante la cerimonia per l'ottavo centenario della morte del santo umbro. Una figura, secondo Mattarella, ancor più significativa in un momento storico come quello attuale per il suo impegno verso la pace. "In questi tempi segnati da guerre insensate e crudeli, da tanta violenza, manipolazione, arroganza - come ha detto giorni fa Leone XIV - l'auspicio è che il sole di Francesco possa illuminare il mondo, convertire le menti indurite dall'odio, indicare la via della pace, della speranza, della serena, fraterna convivenza". Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, parlando ad Assisi alla cerimonia in occasione della Festa nazionale di San Francesco, nell'ottavo centenario della morte.

Mattarella: "Coraggioso è chi parla di pace senza spada" -

 Al contempo, Mattarella ha sottolineato il rifiuto di San Francesco della ricchezza come un valore da ricercare e abbracciare: "Al giovane Francesco la prospettiva di dedicarsi ai lucrosi commerci paterni andava stretta, appariva insoddisfacente. Nel breve volgere di pochi anni, e dopo esperienze inappaganti, operò dentro di sé e su sé stesso una vera rivoluzione. Ricco sarebbe stato colui che si fosse spogliato di ogni bene", ha ricordato il capo di Stato. "Coraggioso colui che avesse deposto la spada per parlare di pace. Nobile chi avesse fatto dell'amore e del servizio ai poveri e agli ammalati la sua missione terrena". 

Il valore di San Francesco per il mondo d'oggi -

 E sul tema della ricchezza ha insistito ancora: "La sua povertà, così cercata e desiderata, fu rottura concreta con l'idolatria del denaro. La sua umiltà non aveva nulla di ingenuo, nasceva da una sete esigente di verità. La sua obbedienza non fu remissività, ma una faticosa, ponderata ricerca delle ragioni superiori dell'unità del popolo cristiano e della Chiesa. Ricordare, oggi, l'insegnamento di Francesco al mondo contemporaneo vuol dire porre in luce alcuni fondamenti decisamente attuali anch'essi della sua predicazione: la dignità di ogni persona, il rispetto del Creato, la pace".

Il ribaltamento di Francesco: "L'uomo non è padrone della natura" -

 Il presidente della Repubblica ha poi affrontato anche il tema "naturalistico" della figura del santo: "Nel secolo di Francesco non ci sono le enormi, decisive questioni dell'inquinamento dell'aria, dell'acqua, della terra, della devastazione delle foreste, del surriscaldamento del pianeta, che oggi viviamo con crescente preoccupazione", ha detto. "Eppure, con quanta delicatezza, con quanta considerazione, Francesco guarda all'ambiente che lo circonda. L'acqua, bene oggi di valore crescente e a rischio di scatenare gravi contrasti in futuro, è 'utile et humile', 'pretiosa et casta'. Il lupo, simbolo di inconciliabile inimicizia con l'uomo, viene ammansito, non abbattuto".  Secondo Mattarella, "è la gerarchia che Francesco rivoluziona: gli elementi naturali, le piante, gli animali vanno rispettati. L'uomo può disporne ma non farne oggetto di sfruttamento smodato e violento: li deve amare".

Mattarella: "Francesco, una delle figure più amate della storia" -

 Celebrare Francesco, oggi, qui al Sacro Convento, in questo importante anniversario, significa riflettere su un apparente paradosso, forse inspiegabile per una mentalità piuttosto diffusa", ha concluso Sergio Mattarella. "Come è stato scritto in una sua importante biografia, Francesco non offriva una risposta politica alle ingiustizie sociali, al problema del male nel mondo. Chiedeva solamente di vivere, in povertà, pace e letizia, con i suoi fratelli e le sue sorelle, al seguito di Cristo e vivendo il messaggio del Vangelo, invitando al "privilegio della povertà evangelica", esortazione che lo rendeva distinto dai movimenti pauperistici dell'epoca. Per questa scelta, radicale e sconvolgente agli occhi del mondo, l'uomo che, per sé e per i suoi seguaci volle la denominazione umile di frati minori, è diventato una delle figure più significative, più conosciute, più amate della storia universale".

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