La festività di San Francesco

Da quest'anno il 4 ottobre è festa nazionale: ecco di quanto aumenterà lo stipendio

Nel 2026 cadrà di domenica, perciò la maggior parte dei lavoratori usufruirà del trattamento di festività non goduta

© Istockphoto

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Quest'anno il 4 ottobre, festa di San Francesco, torna a essere festività nazionale. Nel 2026 cade di domenica, ma la maggior parte dei lavoratori vedrà comunque un aumento di stipendio in quanto "festività non goduta". Poco importa se i contratti collettivi nazionali di lavoro (Ccnl) non hanno ancora adeguato l’elenco interno delle festività: la novità deve essere riconosciuta (e quindi retribuita) ugualmente.

Cosa cambia -

 La decisione del Parlamento di colorare di rosso sul calendario il 4 ottobre comporta, come per tutte le festività nazionali, l'astensione dal lavoro o il pagamento di una maggiorazione per chi, nell'arco di quella giornata, presta un'attività lavorativa. 

Cosa succede se cade di domenica -

 Nel 2026, anno in cui viene nuovamente inserito il 4 ottobre dopo la soppressione del 1977, la festa di San Francesco cade di domenica. Una particolarità di cui tenere conto, ma che nulla toglie ai lavoratori a livello economico: la maggior parte, infatti, usufruirà del trattamento di festività non goduta. Chi, invece, dovrà prestare servizio avrà diritto alla normale retribuzione, alla quota per la festività cadente di domenica e al pagamento delle ore lavorate con la maggiorazione festiva.

Di quanto sarò l'aumento -

 La Fondazione consulenti lavoro Buscema ha stimato quello che dovrebbe essere l'impatto di questa nuova festa nazionale sulle buste paga di alcune tipologie di lavoratori per la festività non goduta, al netto dei contributi previdenziali e delle tasse (e di quali saranno i costi per il datore di lavoro). 

Secondo Buscema, un commesso di quarto livello (il cui stipendio è regolato dal Ccnl Confcommercio) avrà un aumento di 46,40 euro (che al datore di lavoro costerà 94,44 euro), un impiegato di secondo livello (stesso contratto) avrà un aumento di 49,62 euro (a fronte di un costo per il datore di 117,58 euro).

Per il Ccnl metalmeccanici industria (Federmeccanica), un operaio di livello D2 otterrà un aumento netto in busta paga di 51,62 euro (106,30 euro per il datore di lavoro), che arriva a 52,70 euro (124,33 euro a carico del datore) per un impiegato di livello B1. Un operaio di quinto livello metalmeccanico dell’artigianato (Confartigianato, Cna, Casartigiani, Claai) vedrà il suo stipendio netto aumentare di 41,62 euro (a fronte di un costo per il datore di 86,06 euro) mentre un impiegato di primo livello - coperto dallo stesso contratto - prenderà un netto in più di 47,38 euro (111,66 euro il costo per il datore di lavoro).

Per quanto riguarda il Ccnl Studi professionali (Confprofessioni), un addetto livello 45 avrà un aumento netto di 43,09 euro (che costerà 87,50 euro al datore di lavoro), mentre un impiegato - sempre con lo stesso contratto - arriverà a +47,31 euro (112,38 euro il costo per il datore). Nel contratto dei Pubblici esercizi (Fipe), poi, un operaio di sesto livello incasserà 38,84 euro netti in più (78,33 euro la spesa che dovrà affrontare il datore di lavoro) e un impiegato di primo livello vedrà una busta paga maggiorata di 46,78 euro (costo per il datore: 110,09 euro).

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