TittiBi è il brand di bijoux fondato dalla designer pugliese Tiziana Di Giorgio. Orecchini, collane, anelli e bracciali che celebrano la bellezza delle donne reali, la loro forza e la capacità di brillare ogni giorno. Ogni pietra, ogni dettaglio e ogni colore raccontano un’emozione, un frammento di vita, un sogno che prende forma tra le mani. Quello di Tiziana Di Giorgio è un percorso autentico, fatto di esperienze, ricerca, dedizione e amore per l’artigianato italiano. Femminilità, determinazione e sensibilità si riflettono nelle sue creazioni: un universo di creatività, eleganza e libertà espressiva.
© Ufficio stampa
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Edizioni limitate, ispirazioni iconiche, emozioni senza tempo, che traggono spunto dalla meravigliosa terra dei due mari, la Puglia. Forme, texture, colori e contrasti materici si rivelano nella produzione creativa della talentuosa designer, dai tronchi nodosi degli ulivi secolari alle vibranti nuances del mirto, del rosmarino, dei gigli e dei rami di corbezzolo, che popolano la macchia mediterranea, sino alle cangianti sfumature delle acque di un mare cristallino e incontaminato.
Tra le fonti di ispirazione dell’alta bigiotteria TittiBi, l’arte sacra riveste un ruolo privilegiato: devozione e stile contemporaneo si fondono in creazioni esclusive, realizzate con materiali di pregio accuratamente selezionati. È così che prendono forma gioielli scenografici dal fascino barocco, pensati per chi ama accessori importanti e ricchi di personalità. Bijoux dal carattere deciso nei quali l’iconografia religiosa si fonde con il design contemporaneo.
Il Cuore Ex Voto – emblema di protezione, amore e devozione -, la croce sacra, i cammei, la Madonna Miracolosa, gli angeli cherubini, sapientemente abbinati a pietre sfaccettate, cristalli e finiture dorate, diventano il dettaglio ideale per valorizzare un abito elegante ma anche per trasformare l’outfit più essenziale in una vera dichiarazione di stile. I preziosi TittiBi sono quindi l’alleato perfetto per colei che ama distinguersi, facendo dell’accessorio il vero protagonista incontrastato di ogni look.
Chi è “TittiBi”? Quali sono le tue origini e qual è stato il tuo percorso di formazione?
Sono Tiziana Di Giorgio, fondatrice e designer di TittiBi. Sono pugliese e il mio progetto nasce anche da questa terra: dal suo modo di vivere il colore, dalla sua luce, dalle sue contraddizioni e da quella ricchezza visiva tipicamente mediterranea che inevitabilmente entra nel mio lavoro. Prima ancora di essere una designer, però, mi considero una persona estremamente creativa. Ho sempre avuto bisogno di trasformare ciò che vedo e ciò che sento in qualcosa di concreto. Non parto necessariamente dalle tendenze: parto molto più spesso da un’immagine, da un colore, da un oggetto antico, da un simbolo, da un ricordo. La mia formazione creativa è stata soprattutto un percorso di ricerca personale, fatto di sperimentazione, osservazione e lavoro quotidiano. TittiBi mi rappresenta moltissimo: è esuberante, istintivo, a volte barocco, sicuramente poco incline a passare inosservato. In questo senso ogni collezione racconta inevitabilmente anche qualcosa di me.
Quando e com’è nato il brand TittiBi? Come mai la scelta di questo nome?
TittiBi nasce dal desiderio di creare qualcosa che non trovavo già fatto e che avrei voluto indossare io per prima. All’inizio c’era soprattutto la voglia di sperimentare: accostare materiali, colori e simboli apparentemente lontani e vedere nascere un oggetto con una propria identità. Poi quella ricerca è diventata sempre più precisa, fino a trasformarsi in un vero progetto imprenditoriale. Anche il nome è strettamente legato a me e alla mia storia personale: TittiBi è diventato nel tempo una firma. Oggi quando vedo un gioiello vorrei che, ancora prima di leggerne il nome, qualcuno potesse dire: “Questo è un TittiBi”. Per me è probabilmente il risultato più importante per un designer: riuscire a costruire un linguaggio riconoscibile.
Perché i bijoux? Che importanza assumono per te questi accessori nell’outfit di una donna?
Perché non considero il bijoux un semplice accessorio. Un gioiello può cambiare completamente un look, ma soprattutto può raccontare la persona che lo indossa. Puoi avere un abito essenziale, una camicia bianca o una T-shirt e trasformare tutto attraverso un solo gioiello importante. È proprio questa capacità che mi affascina: il bijoux permette di osare, di giocare, di esprimere parti diverse della propria personalità. Io amo il gioiello che si vede, che ha carattere e che diventa quasi una dichiarazione d’identità. Da qui nasce anche una delle frasi che più rappresentano TittiBi: “TittiBi, un gioiello che si racconta.”
Quali sono le cifre stilistiche delle tue collezioni?
Direi innanzitutto riconoscibilità, contaminazione e carattere. TittiBi gioca molto con i contrasti: sacro e profano, antico e contemporaneo, elementi barocchi e dettagli pop, medaglie e cristalli, perle e colore. Mi piace costruire gioielli importanti, spesso attraverso sovrapposizioni e accostamenti inattesi. Angeli, cuori, ex voto, croci, Madonne, cammei, perle e simboli della tradizione possono convivere con cristalli, colori molto accesi ed elementi più ironici e contemporanei. Non mi interessa creare un gioiello anonimo. Anche quando lavoro su qualcosa di più essenziale, deve esserci sempre un particolare capace di renderlo TittiBi. E poi c’è l’idea dell’esclusività: amo i pezzi unici e le edizioni limitate. Non desidero che tutto sia infinitamente replicabile. Trovo bellissimo sapere che un oggetto conserva una propria individualità. “L’esclusività prende forma” sintetizza molto bene questa filosofia.
L’ispirazione da dove arriva? Come mai i riferimenti all’arte sacra?
L’ispirazione può arrivarmi praticamente da qualsiasi cosa. Un viaggio, un’immagine, un mercato, un dipinto, un tessuto, una vecchia medaglia, un colore. Posso vedere un oggetto e immaginare immediatamente come trasformarlo. Il mondo dell’arte sacra, però, esercita su di me un fascino particolare. Sono attratta soprattutto dalla sua forza iconografica: le Madonne, gli angeli, i santi, gli ex voto, i cuori sacri, le medaglie antiche possiedono una potenza visiva e simbolica straordinaria. Nelle mie collezioni questi elementi vengono estratti dal loro contesto tradizionale e reinterpretati attraverso il linguaggio TittiBi: cristalli, perle, catene, colori, dimensioni importanti, accostamenti inaspettati. Mi affascina molto il dialogo tra devozione, arte, tradizione popolare e moda. È una parte profondamente italiana della nostra cultura visiva e credo possa essere reinterpretata in maniera contemporanea senza perdere la sua forza originaria.
Che ruolo svolgono artigianalità, Made in Italy e qualità dei materiali nell’ambito della tua produzione?
Un ruolo fondamentale. Per me l’artigianalità non è uno slogan da applicare a un prodotto finito: è il processo stesso attraverso il quale quel prodotto prende vita. Molte creazioni TittiBi vengono assemblate e rifinite manualmente. Ci sono pezzi che richiedono tempo, prove, modifiche e lavorazioni differenti. Proprio questa componente manuale fa sì che possano esserci piccole differenze tra una creazione e l’altra, e io considero queste differenze un valore. Collaboriamo inoltre con competenze artigianali italiane specifiche: penso, per esempio, ai cammei lavorati dagli artigiani di Torre del Greco, che utilizziamo anche per realizzare pezzi unici e non ripetibili. La scelta dei materiali cambia in funzione del progetto: cristalli, perle, cammei, ottone galvanizzato, acciaio e numerosi elementi decorativi vengono combinati per ottenere l’effetto che ho immaginato. Il Made in Italy, per me, significa soprattutto cultura del dettaglio, capacità manuale, gusto e libertà creativa. È qualcosa che voglio preservare anche mentre il brand cresce.
A quale figura femminile si rivolgono i gioielli TittiBi?
A una donna che non vuole scomparire dentro quello che indossa. Non la definirei attraverso un’età. Può avere venticinque, quaranta o sessant’anni: ciò che conta è l’atteggiamento. È una donna che sceglie, che mescola, che interpreta la moda invece di subirla. Può indossare un gioiello importante con un abito da sera, ma anche con jeans e camicia bianca. Non aspetta necessariamente un’occasione speciale per concedersi qualcosa di bello. Mi piace pensare che una donna TittiBi non indossi un gioiello perché vuole assomigliare a qualcun altro, ma perché vuole raccontare meglio chi è lei. Ed è forse questo il vero lusso contemporaneo: poter essere riconoscibili senza essere uguali a nessuno.
Progetti e sogni per il futuro?
Il mio desiderio è far crescere TittiBi senza snaturarlo. Stiamo ampliando progressivamente il nostro universo creativo: non soltanto gioielli, ma anche borse e accessori, mantenendo sempre al centro l’identità del brand, la ricerca e la lavorazione artigianale. Voglio continuare a sperimentare, creare capsule e pezzi unici, sviluppare nuove collaborazioni e portare TittiBi sempre di più fuori dall’Italia. Abbiamo già clienti internazionali e per me è emozionante pensare che una creazione nata qui possa essere indossata dall’altra parte del mondo. Ma il sogno più grande non è semplicemente diventare più grandi. È diventare sempre più riconoscibili. Vorrei che TittiBi costruisse nel tempo un proprio immaginario, senza inseguire necessariamente ciò che fanno gli altri. Un mondo fatto di gioielli, borse, colore, simboli, artigianalità e contaminazioni. Perché credo che un brand abbia davvero un futuro quando riesce ad avere una voce propria. TittiBi è questo per me: non semplicemente qualcosa che creo, ma una parte di me che continua a evolversi.