RABBIA DEI MANIFESTANTI

Spagna, il governo Sánchez battuto sui decreti casa | Ipotesi elezioni anticipate a novembre

I due provvedimenti sono stati bocciati dopo il voto contrario dei nazionalisti conservatori catalani di Junts, che hanno di fatto portato alla rottura della coalizione di governo. Attesa la decisione del premier

© Afp

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È caos politico in Spagna. Il Congresso dei deputati di Madrid ha respinto i due decreti sulla casa approvati martedì 29 settembre dal governo di Pedro Sánchez, facendo decadere le misure previste dai provvedimenti. Il primo decreto è stato bocciato con 172 voti favorevoli e 178 contrari, mentre il secondo ha ottenuto 166 sì e 184 no. Non è bastato l'intervento a sorpresa dello stesso premier, che prima ha chiesto ai deputati di "pensare alla gente" e in seguito li ha avvertiti che "la storia" li avrebbe "giudicati". I decreti sono stati bocciati dopo il voto contrario dei nazionalisti conservatori catalani di Junts, che hanno di fatto portato alla rottura della coalizione di governo. Durante il fine settimana, Sánchez deciderà sull'eventuale convocazione di elezioni anticipate, che si terrebbero a fine novembre.

Ipotesi elezioni anticipate il 29 novembre -

 Il rigetto dei provvedimenti mette infatti ulteriormente in discussione la capacità dell'esecutivo di costruire maggioranze parlamentari sui principali dossier della legislatura. Nel calendario elettorale, la prima domenica utile per un eventuale voto anticipato sarebbe il 29 novembre. Al momento, tuttavia, la bocciatura dei decreti non comporta automaticamente lo scioglimento del Congresso né la convocazione di nuove elezioni.

Senza esito, dunque, l'appello della ministra della Casa, Isabel Rodriguez, a Uniti per la Catalogna (JxCat). L'esponente del governo spagnolo ha ricordato che il 90% delle proposte avanzate dal partito di Carles Puigdemont era già contenuto nei decreti e ha inoltre offerto di trasformare i provvedimenti in disegni di legge, così da consentire l'inserimento di "precisazioni o correzioni tecniche"

La rabbia dei manifestanti davanti al Congresso: "La lotta è l'unica strada" -

 I manifestanti per il diritto alla casa, radunati davanti al Congresso dei deputati spagnolo, hanno gridato "vergogna" e "sciopero generale" non appena hanno appreso della bocciatura del primo decreto licenziato dal governo sull'edilizia abitativa. Lo riporta El Pais. "I loro profitti, la nostra miseria", hanno scandito le centinaia di persone presenti in piazza, promettendo che continueranno a manifestare: "La lotta è l'unica strada". Sabato 3 ottobre sono attese proteste in oltre 50 città spagnole.

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