La puntata di venerdì 2 ottobre di "Uomini e Donne" mette la parola fine - almeno in apparenza - alla conoscenza tra Paola Fatuzzo e Antonio Marino, nonostante l'estate trascorsa insieme. A pesare non è soltanto il fatto che la dama abbia frequentato altri cavalieri, ma soprattutto ciò che gli dice davanti a tutti: nei suoi confronti non prova nulla.
A innescare la rottura sono proprio le uscite recenti della dama, che ha trascorso una serata con Giovanni e si è concessa una colazione con Emanuel. Un doppio fronte che Marino non riesce a digerire. Il cavaliere assiste al racconto con un nervosismo crescente, prima torna al proprio posto in silenzio, poi sceglie di abbandonare del tutto lo studio, lasciando la discussione a metà.
Sul finale, però, è lei a chiedere la parola per chiarire quanto accaduto poco prima. Ammette il dispiacere nel vedere Antonio rimanere così male e riconosce il valore dei mesi passati insieme, ma non cambia la sostanza del suo pensiero: senza amore non se la sente di portare avanti il rapporto, e proseguire soltanto per non ferirlo sarebbe, ai suoi occhi, la scelta meno onesta.
Mentre parla, il cavaliere rientra per il confronto conclusivo. Ed è in quel momento che arriva la doccia gelata: la siciliana gli dice apertamente di non nutrire altro che un semplice affetto nei suoi riguardi, chiudendo così ogni margine di recupero. A lui non resta che incassare e provare a salvare le apparenze, dichiarandosi pronto ad aprirsi a nuove conoscenze.
Il colpo di scena arriva subito dopo. Non appena lui balla con un'altra partecipante, Paola interviene di nuovo, scatenando la reazione furiosa di Tina Cipollari. L'opinionista la accusa di ambiguità e la invita senza giri di parole a farsi da parte: avendo deciso lei stessa di chiudere, non ha più alcun titolo per immischiarsi in ciò che riguarda l'ex frequentazione.
Un rimprovero che lascia la dama sulla difensiva e riapre, di fatto, un capitolo che sembrava archiviato: perché se davvero non prova nulla, si chiede l'opinionista, allora quell'intervento non aveva alcuna ragione di esistere.