ORIENTAMENTO

Università (a tutti costi) o andare a lavorare? I consigli dell’esperto per studenti (ancora) indecisi

Per chi è ancora indeciso su cosa fare dopo la scuola, le opzioni non mancano: dalle iscrizioni last-minute all'Università agli ITS Academy in partenza, fino alle Academy aziendali e ai concorsi pubblici. Ecco una mappa aggiornata delle opportunità alla luce dei nuovi dati sui neodiplomati e sui laureati

© ansa

© ansa

Se la vita fosse un croupier, questo sarebbe il momento in cui ai neo-diplomati direbbe: “les jeux sont faits!”. Purtroppo sono in tanti - forse troppi - che non hanno ancora deciso dove posizionare quella fiche chiamata diploma: basti pensare che l’ultimo Osservatorio "Giovani e Lavoro" di Skuola.net e Gi Group segnala che, a poche settimane dalla scorsa Maturità, appena il 28% degli studenti dichiarava di avere le idee "del tutto chiare" sul proprio futuro.

Sempre secondo la stessa ricerca, la stragrande maggioranza dei ragazzi (circa 8 su 10) vede nell'iscrizione all'università la via maestra. Solo una piccola fetta prende in considerazione le valide alternative: il 3% pensa di cercare subito un impiego, un altro esiguo 3% punta ai concorsi pubblici e un altrettanto modesto 3% valuta un percorso tecnico superiore (ITS).

A fare un po’ d’ordine tra le tante opportunità che, invece, ci sono in luoghi diversi dagli atenei ci ha pensato il portale Skuola.net, per voce del suo direttore ed esperto di orientamento, Daniele Grassucci, che ha passato in rassegna le opzioni disponibili per un neo-diplomato, dalla formazione alla ricerca di un lavoro fino alla costruzione di una impresa propria grazie alle misure ancora disponibili derivanti dal Decreto Coesione e finanziate con fondi strutturali europei.

Università: iscrizioni agli sgoccioli e prospettive (molto) selettive

Per chi non ha dovuto superare lo sbarramento del numero chiuso nazionale, l'autunno è il momento per formalizzare l'immatricolazione nei corsi ad accesso libero o a numero chiuso locale.

Ma ne vale ancora la pena? I recentissimi dati del Rapporto AlmaLaurea 2026 confermano che la laurea rimane un "paracadute" formidabile: a cinque anni dal conseguimento del titolo, il tasso di occupazione vola al 91,7% per i laureati di primo livello e tocca il 94,4% per le lauree magistrali.

Anche le prospettive di guadagno a medio termine sono solide: a cinque anni dal titolo, un laureato triennale percepisce in media 1.796 euro netti al mese, mentre con una laurea magistrale si arriva a 1.903 euro netti.

Gli studenti credono nella scommessa della formazione e oggi gli immatricolati sono circa 2 milioni, ovvero i livelli più alti mai registrati anche grazie al contributo delle università telematiche: basti pensare che la più grande, Unipegaso, ha praticamente lo stesso numero di iscritti della Sapienza di Roma mentre realtà come l'Università Telematica Internazionale UNINETTUNO, la prima per fondazione, accoglie studenti da oltre 170 paesi al mondo.

Attenzione, però. Se è vero che l'università rappresenta nel lungo periodo un ottimo investimento, è altrettanto vero che non tutte le lauree sono uguali. Sempre il Rapporto AlmaLaurea mostra chiaramente come l'indirizzo di studi faccia un'enorme differenza, tracciando un solco profondo sia in termini di occupabilità che di busta paga.

Ad avere la strada spianata in questo preciso momento storico sono i profili tecnici, scientifici e legati alla salute: i laureati con le maggiori probabilità di trovare un impiego provengono infatti dai gruppi medico-sanitario e farmaceutico, ingegneria industriale e dell'informazione, informatica e tecnologie ICT. Un vantaggio competitivo che le aziende sono pronte a premiare anche dal punto di vista economico.

Per chi, invece, cerca un compromesso tra lo studio accademico e la pratica, una menzione speciale meritano le Lauree professionalizzanti (come quelle per l'edilizia o l'agroalimentare): si tratta di corsi triennali molto operativi che garantiscono un tasso di occupazione superiore al 90% già a un anno dal titolo.

ITS Academy: il "Piano B" che spesso supera il "Piano A"

Se l'università spaventa per la sua impostazione teorica o se il test d'ingresso per la facoltà dei sogni non è andato a buon fine, gli Istituti Tecnologici Superiori (ITS Academy) sono la risorsa alternativa per eccellenza che, grazie anche alla spinta garantita dai fondi PNRR, oggi accolgono il numero di studenti più alto della loro recente storia: oltre 40.000, una quota di rilievo se pensiamo che 15 anni fa non esistevano.

Queste strutture offrono percorsi biennali o triennali ad altissima specializzazione tecnica, costruiti a stretto contatto con le aziende del territorio. E i risultati sono straordinari: l'84% dei diplomati ITS trova lavoro entro dodici mesi, e nel 93% dei casi l'impiego è in perfetta linea con gli studi effettuati.

Settori come la Meccanica, le Tecnologie per i beni culturali e il Turismo, o la Mobilità sostenibile viaggiano tutti su tassi di occupazione superiori all'80%, offrendo stipendi iniziali che tengono testa a quelli dei laureati triennali.

E la bella notizia è che molte di queste realtà completano i loro processi di selezione anche a ottobre/novembre inoltrato.

Lavoro subito: Concorsi pubblici e Academy aziendali

Per chi, invece, scalpita per mettersi subito in gioco, l'autunno segna la ripartenza delle grandi selezioni. Le stime di Unioncamere-Excelsior parlano di circa 1,5 milioni di posizioni lavorative riservate ai diplomati.

Le aziende cercano disperatamente operai specializzati, manutentori, impiantisti, addetti alla logistica e personale socio-sanitario, con i diplomati tecnici che registrano tassi di assunzione superiori al 75% nel primo anno.

Chi non si sente ancora "pronto" per la linea del fronte può ripiegare sui corsi brevi privati o sulle Academy aziendali: percorsi intensivi (spesso di pochi mesi, online o misti) che formano in poco tempo.

Particolarmente consigliati sono quelli che affinano competenze verticali in aree come intelligenza artificiale, cybersecurity o digital marketing. Grandi aziende come Enel, Ferrovie dello Stato e Leonardo, a tal proposito, formano direttamente le proprie leve proprio attraverso scuole interne.

Da non sottovalutare nemmeno l'opzione del comparto statale. Oltre ai tradizionali concorsi negli enti locali e nelle ASL, il settore militare e delle Forze dell'Ordine (Esercito, Marina, Aeronautica, Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizia) offre ogni anno circa 20.000 posti, garantendo percorsi strutturati, formazione retribuita e un contratto a tempo indeterminato in tempi brevi.

L'alternativa digitale: freelance e auto-imprenditorialità

Infine, per i diplomati con forte spirito d'iniziativa che rifuggono la routine del lavoro subordinato, l'autunno può essere il momento giusto per pianificare un'attività in proprio.

Sfruttando le potenzialità della Rete, molti giovani saltano a piè pari l'università per avviare microimprese digitali: dalla creazione di agenzie per la gestione dei social media delle PMI, ai servizi di content creation e videomaking, fino allo sviluppo di software o e-commerce.

Una strada non priva di rischi, che richiede competenze trasversali e tanta determinazione, ma che permette di ritagliarsi uno spazio su misura nel mercato di oggi.

Da questo punto di vista vanno segnalati due grandi opportunità che oggi vengono offerte dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali agli aspiranti imprenditori under 35 oggi attualmente disoccupati o in condizione di lavoro povero: Resto al Sud 2.0 e Autoimpiego Centro Nord, misure che offrono contributi a fondo perduto fino a 140.000 euro a chi decide di creare una ditta - anche individuale - con un livello di intensità variabile sulla base del territorio.