Il gip del tribunale di Roma ha restituito alla Procura gli atti sul procedimento per la strage di Ustica del 27 giugno 1980, disponendo nuove indagini. Quella sera, il Dc-9 Itavia precipitò nel Tirreno causando 81 morti. La decisione del giudice arriva dopo la revoca della richiesta di archiviazione da parte del procuratore capo Francesco Lo Voi, alla luce della disponibilità francese a trasferire all'Italia tutta la documentazione sulla strage.
Cosa dice l'ordinanza -
"La revoca della richiesta dell'archiviazione è ammissibile e, di conseguenza, devono restituirsi gli atti al Pubblico Ministero per le determinazioni di competenza. In particolare, la Procura ha revocato la precedente richiesta, ravvisando la necessità di esplorare la nuova ipotesi investigativa emersa con l'apertura della Francia nel fornire i documenti utili per le indagini, pure richiesti in passato in numerose richieste di cooperazione giudiziaria". È quanto scrive il gip nelle prime righe dell'ordinanza.
Francia: "Nessuna richiesta dell'Italia in sospeso su Ustica" -
L'Ambasciata di Francia tiene a precisare che le autorità francesi non sono a conoscenza di alcuna richiesta di mutua assistenza giudiziaria in sospeso" sul caso Ustica "e sarebbero molto grate alle autorità italiane di precisare se, da parte loro, dovessero individuare richieste in sospeso". Lo riporta l'ordinanza del gip di Roma. In particolare, si legge, "l'Ambasciata francese precisa che due documenti sono stati trasmessi nel 1986 e nel 1990 dal ministero della Difesa francese a quello italiano e si esclude espressamente qualsiasi pregressa resistenza nel fornire l'assistenza giudiziaria".
Il procuratore, spiega il gip, ha prodotto in udienza la nota verbale dell'Ambasciata francese e le due note di trasmissione del capo di Gabinetto del sottosegretario di Stato alla presidenza del Consiglio dei ministri e del ministero della Giustizia. Nella nota verbale dell'Ambasciata di Francia del 14 settembre 2026, richiamando la conversazione telefonica del 9 settembre 2026 tra i ministri degli Affari esteri francese e italiano, si conferma "al ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, l'accordo delle autorità francesi per, su richiesta dalla parte italiana, il trasferimento agli archivi dello Stato italiano di tutta la documentazione relativa alla catastrofe di Ustica, trasmessi dalla Francia tra il 1981 e il 1994 sotto riferenziata: due documenti trasmessi dal ministero della Difesa francese al ministero della Difesa italiano nel 1986 e nel 1990; nove file informatici corrispondenti a cinque documenti redatti dall'Ambasciata di Francia a Roma tra il 1981 e il 1994".
I familiari delle vittime: "Da Francia sinora risposte nebulose" -
"Abbiamo ancora una volta incondizionata fiducia nella magistratura, affinché sia fatta chiarezza di una strage che ha falcidiato 81 cittadini italiani. Ci auguriamo, però, che gli sforzi profusi alla ricerca della verità non siano ancora una volta mortificati dalla nebulosità delle risposte precedentemente attuate dalla Francia, ma anche di altri Paesi coinvolti nella strage. Confido vivamente che la vicenda sia definita in tempi brevi e che la magistratura possa finalmente ottenere giustizia". A dirlo l'avvocato Daniele Osnato, difensore dei familiari delle vittime della tragedia di Ustica.
Legale di una vittima: "Si indaghi sulla pista terroristica" -
"Siamo soddisfatti. Siamo riusciti a garantire la possibilità che si indaghi anche sulla pista terroristica (mai seriamente esplorata) della bomba a bordo. Non si dimentichi quanto è avvenuto pochi anni dopo la strage di Ustica per il volo Pan Am esploso sopra Lockerbie". A dirlo l'avvocato di Giuliana Cavazza, figlia di una delle vittime della strage del D9-Itavia e presidente dell'Associazione per la verità sul disastro aereo di Ustica.