Relazione approvata all'unanimità

Elly Schlein lancia la sfida: "Campo largo? Uno non vale uno, abbiamo il doppio dei voti" | Botta e risposta con Meloni

La segretaria del Pd al Nazareno: "Dopo vent'anni abbiamo la possibilità di vincere le elezioni". E inizia a mettere le cose in chiaro nel campo largo

© Ansa

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Diversi punti fermi e apparentemente inamovibili. Questo il primo assaggio che Elly Schlein ha regalato nella sua relazione al partito, approvata all'unanimità (ma senza la partecipazione dell'ala riformista) dalla direzione del Pd. Il messaggio più forte lo ha dedicato - un po' a sorpresa -ai suoi probabili alleati futuri del campo largo: "Il programma si scrive con tutta l'alleanza, sapendo bene che bisogna essere inclusivi, ma che non è che uno vale uno in quella discussione. Perché a noi non ci ha regalato niente nessuno, se siamo saldamento il primo partito dell'opposizione ce lo siamo guadagnati col sudore e con l'impegno", ha detto parlando al Nazareno. "Generosi sì, ingenui no".

Il peso specifico nel campo largo: "Abbiamo il doppio dei voti" -

 Insomma, il messaggio di Elly Schlein al campo largo è già preciso e rigido: noi siamo il primo partito nei sondaggi - e non di poco - quindi il nostro parere conta di più. Proprio in nome di quel "sudore" con cui il Pd è riuscito a "convincere le persone una per una che ci hanno consegnato il doppio dei voti delle altre forze, alle europee alle regionali e alle comunali". Schlein ha poi aggiunto: "Se fossimo rimasti a gennaio 2023, con il Partito democratico al 14% dei sondaggi, quindi seconda forza di opposizione... Pensate se avremmo avuto lo stesso dibattito oggi. Io penso di no. In qualsiasi altro paese europeo non ci sarebbe stata questa discussione perché è normale che guidi il partito che prende un voto in più: non è egemonia, è democrazia". La leader del Pd si è però comunque detta disponibile alle primarie: "Se le faremo, le vinceremo insieme".

Elezioni 2027: "Possiamo vincere" -

 Per quanto riguarda le prossime elezioni, Schlein si è detta assolutamente fiduciosa: "Siamo un gruppo dirigente che dirige e che non si fa portare a spasso da nessuno e che insieme si candida a guidare l'alleanza e a guidare il Paese. Dopo vent'anni abbiamo la possibilità di vincere le elezioni, di portare il cambiamento, di migliorare la vita delle persone. Andiamo a vincere". E ha esortato tutti i compagni di partito a stringere i denti per la volata finale, che porterà alle urne nel 2027: "Abbiamo davanti dei mesi che decideranno il futuro dell'Italia e dell'Europa".

Il dubbio dello Stabilicum: "No a governo di larghe intese" -

 È ancora però da definire con quale legge elettorale si andrà a votare. Contro lo Stabilicum, ha ricordato la segretaria dem, "abbiamo fatto muro con le altre opposizioni e continueremo a fare muro. Compattamente voteremo contro questa legge e faremo di tutto per mandarli sotto come abbiamo fatto a luglio".

Ma per il post elezioni, il futuro è ancora molto fumoso: "C'è qualcuno che ti fa il pareggio e che pensa sempre che sarebbero meglio le larghe intese. Allora forse sarebbe meglio un leader disponibile alle larghe intese. Mi dispiace deluderli, ma l'impegno che abbiamo preso con i nostri elettori è chiaro: noi andremo al governo solo vincendo le elezioni con la nostra alleanza progressista, che vi piaccia o no". Sul programma, come anticipato lanciando i primi chiari messaggi al campo largo, si dovrà lavorare tutti insieme: "Sia un patto vincolante con tutti e con tutte. Un patto con gli italiani. Prima il programma comune, poi la guida, perché chi guida deve guidare tutta l'alleanza, non solo un partito".

Schlein contro Meloni: "Governo ha fallito, prima si vota e meglio è" -

 Una parte dell'intervento, Elly Schlein l'ha poi dedicata a Giorgia Meloni: "Dobbiamo costruire l'alternativa per battere le destre che hanno fallito. Hanno celebrato con una fanfara spropositata il governo più longevo, ma la stabilità se si traduce in immobilismo non fa il bene del Paese. Si può restare a lungo a Palazzo Chigi mentre il Paese sta fermo, come ha fatto Giorgia Meloni". La leader del Pd ha poi insistito, rivolgendosi direttamente alla premier: "Prendete atto che avete fallito e andate a casa. Prima si vota, meglio è per l'Italia. Sono finiti gli alibi, le scuse auto-assolutorie e lo scaricabarile che non regge proprio più, perché se dopo quattro anni l'Italia sta peggio, la responsabilità è loro: non può essere sempre colpa di qualcun altro".

"Pensate a che occasione storica ha sprecato Giorgia Meloni, con quei numeri, con quella maggioranza poteva cambiare tutto, fare riforme coraggiose". Secondo Schlein anni di governo che si sono trasformati in "fallimento evidente, che discende anzitutto dall'arroganza, l'insipienza di una classe dirigente prepotente tenuta insieme non da una visione, per l'Italia, ma da un patto di potere". 

Il botta e risposta (a distanza) con la premier -

  Elly Schlein ha poi ripreso una provocazione della premier: "Meloni mi chiede di dirle una cosa vera, io gliene dico dieci. Dicevano di abbassare le tasse, siamo al record di pressione fiscale negli ultimi dieci anni. Sulla natalità la destra ha fatto retorica ma non politica, la precarietà del lavoro colpisce soprattutto le donne e i giovani... Più tasse, più debito, caro vita alle stelle, stipendi bassi e nessuna crescita. Questa è la loro eredità". Parole a cui, con un post social, Giorgia Meloni non ha tardato a rispondere: "Elly Schlein risponde oggi a una domanda che le ho fatto quasi due settimane fa. Con questi ritmi ce la vedo bene a risolvere i problemi degli italiani. P.S. Ah, e ovviamente lo fa elencando dieci falsità".

I "sassolini" tolti dalle scarpe di Elly -

 Dopo essersi detta positiva sulla possibilità di trovare una quadra con gli alleati sui temi di politica estera, Elly Schlein ha chiuso il suo discorso "togliendosi qualche sassolino dalla scarpa". E andando a punzecchiare chi, anche dall'interno del partito, ha dubitato di lei: "Abbiamo rilanciato il partito, siamo cresciuti in ogni tornata elettorale, abbiamo tenuto alto il tesseramento, abbiamo riaperto sedi storiche, abbiamo mandato a territori il triplo delle risorse, abbiamo riportato il partito dove la gente se lo aspetta", ha ricordato. "In questi anni avevano scommesso che ci saremmo scissi e invece siamo più uniti che mai. Avevano scommesso che non sarei durata sei mesi e invece sono arrivata alla fine del mandato. Avevano scommesso sui nostri litigi e divisioni per impedire la costruzione di un'alternativa a Meloni. Manca l'ultimo miglio, il più importante, che dobbiamo fare insieme e uniti, fino alla vittoria. La paura che suscitiamo in chi detiene il potere dice che la strada è giusta".

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