FOTO24 VIDEO24 2

Estremisti destra, tra gli indagati una 26enne che vinse il titolo di "miss Hitler"

Le adepte del fuhrer spesso esibivano simboli come svastiche, marchi delle Ss e croci celtiche

Nel mondo degli estremisti, nel mirino della Digos in tutta Italia, che stavano tentando di organizzare un gruppo neonazista, c'è anche una 26enne che avrebbe vinto il titolo di "miss Hitler". Il particolare è emerso nel corso delle perquisizioni effettuate nel Milanese a carico di tre estremisti di destra (fra cui la giovane), indagati dall'Antimafia per costituzione e partecipazione ad associazione eversiva e istigazione per delinquere.

Le tre persone indagate sono due donne, di 26 anni, residente a Pozzo d'Adda (Milano), e di 46, residente a Milano, e un uomo, un 41enne di Lacchiarella (Milano). La "miss" l'estate scorsa avrebbe preso parte come oratrice a un convegno di estremisti di destra a Lisbona (il 10 agosto) e avrebbe partecipato a un concorso on line, sul social network "VK", vincendo appunto il titolo di "miss Hitler 2019". Sono anche stati sequestrati due coltelli, tre cellulari, due computer e un tablet, diverso materiale di area politica di estrema destra, un busto di Benito Mussolini, libri sull'antisemitismo e sul fascismo. 

Ecco "Miss Hitler, la 26enne che partecipò come oratrice a un convegno di estremisti di destra a Lisbona 

1 di 3
miss hitler
2 di 3
miss hitler
3 di 3
miss hitler

Una delle indagate: "Sposerei un ebreo per torturarlo" Nel gruppo c'erano diverse donne: non solo la "miss", ma anche un'impiegata di un'azienda, una mamma 45enne originaria di Cittadella che evidentemente conduceva una doppia vita. Le adepte del fuhrer spesso vestivano in modo da poter rendere visibili i simboli del loro fanatismo, con svastiche, marchi delle Ss e croci celtiche. "Io sposerei un ebreo solo per torturarlo giorno dopo giorno", diceva una di loro. E ancora: "Solo a parlare dei giudei mi viene il prurito, brutte bestie vanno sterminati". Tra il materiale sequestrato anche volantini con insulti ai parlamentari Emanuele Fiano e Laura Boldrini. Tutti erano in contatto attraverso una chat chiusa denominata "Militia" e finalizzata all'addestramento dei militanti.

In particolare, questo ruolo era affidato a un pregiudicato calabrese, esponente di spicco della 'ndrangheta, con un passato da collaboratore di giustizia e già referente di Forza Nuova per il Ponente ligure. "Sono in grado di acquistare armi con un prezzo vantaggioso", diceva alludendo con altri all'intenzione di "sfornare soldati pronti a tutto" mentre sui social si reclutavano nuovi adepti. Una serie di legami erano stati stretti anche all'estero: il gruppo cercava anche di accreditarsi in diversi circuiti internazionali avviando contatti con organizzazioni di rilievo come "Aryan Withe Machine - C18" (gruppo che ha dei riferimenti ai "Combattenti di Adolf Hitler" ed e' espressione del circuito neonazista Blood & Honour inglese) e il partito d'estrema destra lusitano "Nova Ordem Social". 

Espandi