In un video

Caso Nessy Guerra, nuove minacce dall'ex marito: "Chiede che io venga lapidata pubblicamente se non torno con lui"

La donna, bloccata in Egitto con la figlia di 3 anni e condannata in appello a sei mesi di carcere per presunto adulterio: "Io murata in casa da tre mesi. La mia detenzione non sarà detratta"

"Murata in casa da tre mesi. Ora il mio ex chiede via social che io venga lapidata pubblicamente se non torno con lui". Torna a parlare Nessy Guerra, la ragazza di Sanremo bloccata in Egitto insieme alla figlia di 3 anni e condannata in appello a sei mesi di carcere in un procedimento per presunto "adulterio" del quale è accusata dall'ex marito, Tamer Hamouda. 

Nessy Guerra: "Murata in casa da mesi, detenzione non sarà detratta" -

 "Oggi sono 3 mesi che sono bloccata in casa, non esco, non vedo la luce del sole, non posso portare mia figlia a fare una passeggiata. Speravamo che questa che è a tutti gli effetti una detenzione domiciliare venisse detratta, e invece abbiamo saputo ieri che non sto scontando. Non ci era stato riferito da nessuno", spiega la donna. Guerra è in attesa del terzo grado di giudizio, bloccata in casa e piantonata da tre poliziotti armati che sorvegliano l'abitazione h24, pur non esistendo in Egitto - come spiega il suo legale, l'avvocata Agata Armanetti "l'istituto giuridico dei domiciliari".

La minaccia dell'ex marito -

  Nelle ultime ore l'ex marito della donna avrebbe alzato ulteriormente il tiro: dopo la lettera alla legale in cui imponeva alla donna di risposarsi con lui altrimenti avrebbe chiesto la sua carcerazione, in un video sui social l'uomo ha parlato di chiedere la lapidazione per la 27enne se non tornerà con lui. 

"Piantonata da tre agenti" -

 Intanto fuori da casa della donna stazionerebbero tre agenti armati: "Pochi giorni fa mi ha invitato a cena a casa sua, insieme a mia figlia e ai miei genitori, il proprietario di casa: siamo scesi tutti al piano sotto, l'ingresso dà su un giardino. I poliziotti si sono avvicinati vedendomi, uno ha messo mano sulla pistola davanti a mia figlia. E' uscito il proprietario a calmarli" ha raccontato Guerra.

Una situazione complicata e senza certezze, per la quale si sono ripetuti in questi mesi gli appelli al governo per un intervento a tutela della donna e della sua bambina, colpita da un ban che blocca l'espatrio. Nessuna certezza nemmeno temporale: per la pronuncia della Cassazione egiziana i tempi potrebbero essere ancora lunghi, ma in queste ore è arrivata la certezza che, in caso di condanna, i mesi che Guerra sta già scontando in una domiciliazione forzata non verranno scalati dall'eventuale pena di sei mesi inflitta e confermata in appello. 

"Caso era archiviato ma riaperto fuori tempo e senza prove" -

 "Nel 2024 era stata archiviata due volte l'accusa, nel 2025 il nuovo procuratore ha riaperto il caso, fuori tempo massimo e senza le nuove prove necessarie" spiega ancora la sanremese. "Un reato che io non ho compiuto, con tre testimoni che dicono che io ho compiuto adulterio. Sono tre persone di cui un amico del mio ex marito, italiano, che io non ho mai conosciuto, venuto appositamente in Egitto per testimoniare e farmi finire in cella".