Svezia

Sviluppato uno "scienziato AI" capace di progettare, generare ipotesi e verificare esperimenti in autonomia

Creato dai ricercatori della Chalmers University of Technology di Göteborg, il sistema collabora con il robot Eve per automatizzare la ricerca scientifica

© sito ufficiale

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Non è ancora J.A.R.V.I.S., il celebre assistente virtuale di Tony Stark, ma l'idea non è poi così distante. I ricercatori della Chalmers University of Technology di Göteborg, in Svezia, hanno sviluppato uno scienziato AI in grado di generare ipotesi scientifiche, progettare esperimenti e interpretare i risultati di laboratorio ottenuti da Eve, il robot scientist che esegue materialmente i test. Insieme formano un laboratorio a ciclo chiuso capace di completare in modo autonomo l'intero processo della scoperta scientifica. Uno degli scopi principali degli scienziati AI - come spiega il professore Ross King del Dipartimento di Informatica e Ingegneria della Chalmers University e autore senior dello studio - è quello di accelerare le scoperte in biologia, medicina e biotecnologie collaborando con gli scienziati umani. Questi ultimi non vengono sostituiti, ma, anzi, rimangono essenziali per definire le priorità di ricerca, interpretare il significato scientifico più ampio e garantire un controllo etico.

Le possibili applicazioni nella ricerca scientifica -

 Secondo gli autori dello studio, sistemi di questo tipo potrebbero contribuire ad accelerare significativamente i tempi della ricerca in diversi settori, dalla biologia alla medicina fino alle biotecnologie. Gli scienziati AI sono infatti in grado di analizzare un volume di dati difficilmente gestibile da un singolo ricercatore e di testare rapidamente numerose ipotesi, ottimizzando inoltre l'impiego delle risorse di laboratorio. Una delle possibili applicazioni riguarda la scoperta di nuovi farmaci, ambito per il quale Eve era stata originariamente progettata. Automatizzando alcune delle fasi più ripetitive del metodo scientifico, questi sistemi potrebbero aiutare i ricercatori a esplorare più rapidamente sistemi biologici complessi e a individuare nuove relazioni tra processi e meccanismi cellulari. Per gli autori, tuttavia, l'obiettivo non è sostituire il lavoro umano, ma creare una collaborazione tra scienziati e intelligenze artificiali capace di ampliare la capacità di esplorare problemi biologici complessi e produrre nuove conoscenze in tempi più rapidi.

Come funziona il laboratorio a ciclo chiuso -

  Alla base del sistema c'è l'integrazione tra l'AI scientist e Eve, uno dei più noti robot scientist sviluppati dal team guidato da Ross King. L'intelligenza artificiale analizza grandi quantità di dati biologici, dalla letteratura scientifica alle informazioni genomiche e metaboliche del lievito Saccharomyces cerevisiae, per individuare per individuare nuovi filoni di ricerca. Una volta formulata un'ipotesi, il sistema individua gli esperimenti più adatti per valutarne la validità e affida a Eve l'esecuzione dei test in laboratorio. I risultati ottenuti vengono quindi restituiti all'AI, che li interpreta, valuta se confermano o meno l'ipotesi iniziale e, se necessario, genera nuove domande e ulteriori esperimenti. Questo processo continuo di osservazione, verifica e apprendimento dà vita a quello che i ricercatori definiscono un "laboratorio a ciclo chiuso", nel quale l'intero percorso scientifico può essere automatizzato con un intervento umano minimo.

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