non fu suicidio

Morte di David Rossi, la vedova: "Dalla Procura finora indagini svolte male, dalla banca mai una chiamata"

Antonella Tognazzi sulla morte dell'ex manager di Mps: "Oggi è certificato che David è stato ucciso: è un punto di non ritorno"

© Tgcom24

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"Non sarà mai una vera giustizia", anche se la verità, o almeno una verità giudiziaria diversa da quella emersa a oggi, dovesse essere riscritta. Perché, per Antonella Tognazzi, moglie dell'ex manager di Mps David Rossi, "quella sarebbe solo riavere mio marito e la vita di prima". Ma il lavoro della Commissione parlamentare d'inchiesta - guidata da Gianluca Vinci - che indaga su quel 6 marzo 2013 a Siena in cui Rossi ha perso la vita, "è comunque un passo significativo" per smentire l'ipotesi del suicidio, a cui Tognazzi non ha mai creduto.

La caduta, sostengono i medici consulenti della Commissione, sarebbe stata "procurata da terzi dopo un'aggressione". E così l'ipotesi dell'omicidio, finora smentita dalle due inchieste della Procura che avevano archiviato il caso come gesto volontario, torna a farsi strada. Così come hanno sempre sostenuto Tognazzi e sua figlia, Carolina Orlandi. 

Prende piede l'ipotesi dell'omicidio -

 "Le conclusioni di queste attività della Commissione sono quelle che auspicavamo e di cui eravamo sempre state convinte", dichiara la vedova a La Repubblica. "Fin dall'inizio, alle nostre domande abbiamo trovato una carenza di risposte dalle istituzioni e dall'opinione pubblica. La nostra caparbietà ci ha portato a insistere per capire cosa fosse accaduto", continua "Siamo davanti a un risultato importante, anche se non sarà mai una vera giustizia". All'inizio, spiega, "non avevamo un'ipotesi prefissata, tutto è avvenuto gradualmente". Ma tante delle cose che erano state riferite dagli investigatori "non potevano tornare", i dubbi continuavano ad aumentare. "Tutto quello che emergeva dagli approfondimenti lo abbiamo sempre fatto presente".

I dubbi sulle indagini -

 Finora, sostiene Tognazzi, le indagini sono state "svolte male". All'inizio, la Procura ha cercato di indirizzare la famiglia verso la tesi del suicidio, ma "quando sono iniziate a emergere le prime incongruenze, abbiamo cominciato a fare domande". Domande a cui, però, non sono mai state date risposte: "Purtroppo ho sempre trovato porte chiuse da parte della Procura. C'è stata una presunzione di etichettare da subito questo caso come gesto volontario, non so se non hanno saputo o voluto fare in modo approfondito le indagini". 

Le accuse alla banca -

 Silenzio anche dalla Monte dei Paschi, "la banca per la quale David aveva fatto di tutto" e che, per la vedova, avrebbe dovuto chiedere ai magistrati di indagare a fondo. Ma non c'è stato sostegno alla famiglia allora e non ce n'è neanche adesso: "Mi aspettavo che anche oggi dicessero qualcosa, che sostenessero una famiglia che era stata distrutta. Non si sono mai fatti sentire, mai". 

"Non si torni indietro" -

 Su quali potrebbero essere i motivi che avrebbero potuto portare a un omicidio, Antonella Tognazzi non si sbilancia. La Commissione ipotizza un movente economico, ma la donna lascia agli investigatori il compito di cercare la verità: "Mi auguro, dalle parole del presidente Vinci, che loro siano sulla pista giusta per arrivare a fare dei nomi e trovare le motivazioni. Aspettiamo le conclusioni. Ci sono attività che ancora faccio fatica a seguire. Lunedì (28 settembre, ndr) è stata simulata l'aggressione nell'ufficio: in quelle immagini, per tutti, la vittima è un estraneo. Ma per me resta mio marito". Una cosa, dice, è certa: "Oggi è certificato che David è stato ucciso". Ed "è un punto di non ritorno". La speranza di Tognazzi, adesso, è una sola: che la Procura segua l'ipotesi messa sul tavolo dalla Commissione parlamentare d'inchiesta e "apra un vero e proprio procedimento per omicidio". 

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