Il re del Marocco Mohammed VI ha sciolto le riserve e affidato l'incarico di capo di governo a Fatima Zahara El Mansouri a una settimana dalle elezioni del 23 settembre. Nessuna donna ha mai guidato il governo del Regno prima d'ora. All'indomani dei risultati elettorali a quanti le chiedevano della possibile nomina si era limitata a rispondere: "Sarebbe per me un grande onore". Un onore che, adesso, segna anche una rottura nel sistema politico marocchino, solitamente dominato da uomini.
La sfida difficile -
Il suo partito Pam, Partito Autenticità e Modernità, ha vinto le elezioni conquistando 97 seggi su 395. Ma sarà una strada difficile: per governare gliene servono almeno altri 93. Dovrà trovare alleati, cioè per costruire un esecutivo credibile e forte per i prossimi cinque anni in un contesto politico segnato dalla sfiducia popolare: appena il 38% circa degli elettori è andato a votare. Quindi sei marocchini su 10 hanno disertato le urne. Ora, dovrà capire a chi rivolgere lo sguardo e soprattutto dovrà parare i colpi del Pjd, il Parti de la Justice et du Développement, il partito islamista che - forte della sua esperienza di guida del Paese marocchino - ha conquistato 54 seggi e si prepara nuovamente a occupare un peso nell'opposizione. El Mansouri ha annunciato che avvierà già nelle prossime ore le consultazioni interne al Pam e successivamente incontrerà tutti i partiti politici, con l'obiettivo di proporre un nuovo governo e un programma basato su "soluzioni realistiche e concrete". La nuova leader sa di non avere i giovani dalla sua parte, perché quelli, disillusi, dopo le proteste della GenZ e dopo Ceuta, sono rimasti a guardare, scegliendo di non votare. Forse anche per questo motivo, Re Mohammed non ha impiegato così tanto tempo per incaricarla premier.
Il messaggio alle giovani donne -
Eppure, la nuova capo di governo è fiduciosa. Dopo la nomina del Re, El Mansouri ha dichiarato che lavorerà alla formazione di un esecutivo "all'altezza delle aspettative di re Mohammed VI e dei cittadini marocchini". "Siamo pienamente consapevoli dell'importanza di questa fase e delle grandi aspettative delle cittadine e dei cittadini, in particolare dei giovani", ha affermato El Mansouri parlando alla stampa dopo l'udienza reale a Rabat.
La nuova premier ha riferito di aver ricevuto dal sovrano le "alte direttive" per la gestione della prossima fase, definendo la nomina un momento "storico" per il Marocco. El Mansouri ha sottolineato che si tratta della prima volta che una donna viene nominata alla guida del governo marocchino, definendo l'incarico motivo di "orgoglio" per lei e per le donne del Paese. Secondo la premier, la nomina rappresenta inoltre un messaggio alle donne marocchine affinché partecipino alla costruzione di una società "armoniosa", insieme a tutte le forze vive del Paese. El Monsouri promette un milione di posti di lavoro da qui al 2030, in nome della sua lotta al carovita, alla disoccupazione e alla siccità.
Chi è Fatima Zahara El Mansouri -
50 anni, avvocatessa e sindaca in carica di Marrakech, El Mansouri ha sempre respirato politica in famiglia, perché il padre Abderrahim è stato uno dei governatori della regione di Marrakech, sotto Hassan II, e diplomatico di rango negli Emirati Arabi. Di formazione internazionale, Fatima Zahara ha studiato in Francia, Marocco e Stati Uniti. I suoi detrattori la chiamano "La figlia del pasha", considerandola da sempre parte di una aristocrazia intellettuale, lontana dai cittadini. E forse per questo re Mohammed VI nel 2021 le conferì il ruolo di ministra del Piano nazionale urbanistico, uno dei progetti più impegnativi per ricollocare oltre 200mila beneficiari di case popolari.
Classificata nel 2014 dalla rivista Forbes tra le 20 giovani donne più influenti dell'Africa, El Mansouri è stata nominata nello stesso anno Young Global Leader. Stretta collaboratrice di Fouad El Himma, uno dei consiglieri politici del re, Fatima Zahra Mansouri ha iniziato la sua carriera politica nel 2007, tra i fondatori del Pam. In quasi vent'anni di militanza, ha scalato le posizioni interne al partito, passando dal consiglio comunale di Marrakech fino alla guida del Parlamento di Rabat. Ora dovrà affrontare la sfida di guidare e proiettare il Marocco fino al 2030, quando nel Paese si dovrà giocare la Coppa del mondo.
Un'altra donna ai vertici della politica araba -
La nomina di Fatima Ezzahra El Mansouri a capo del governo del Marocco segna una nuova tappa nella presenza delle donne ai vertici istituzionali del mondo arabo. Con l'incarico affidatole dal re Mohammed VI, il Marocco diventa infatti il secondo Paese arabo ad avere una donna alla guida dell'esecutivo, dopo la Tunisia, che ha aperto la strada nel 2021 con Najla Bouden e che, dal marzo 2025, ha nuovamente una donna alla guida del governo, Sarra Zaafrani Zenzri. La sequenza è particolarmente significativa perché le due esperienze, tunisina e marocchina, arrivano a distanza di cinque anni esatti: il 29 settembre 2021 Najla Bouden fu nominata prima donna capo di governo nella storia della Tunisia e del mondo arabo; il 29 settembre 2026 El Mansouri è diventata la prima donna a riceve l'incarico per guidare il governo marocchino.