Medio Oriente

Le truppe Usa lasciano definitivamente l'Iraq dopo 23 anni: gli ultimi 2.500 soldati via entro il 30 settembre

Il bilancio per Washington è di circa 4.500 soldati morti in oltre vent'anni di operazioni militari, iniziate con l'invasione dell'Iraq nel marzo 2003

© ansa

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Dopo 23 anni, 6 mesi e 10 giorni si chiude una delle più lunghe operazioni militari americane del XXI secolo. Gli ultimi circa 2.500 soldati statunitensi lasciano la base di Harir, nei pressi di Erbil, capitale del Kurdistan iracheno, mettendo formalmente fine alla presenza militare iniziata il 20 marzo 2003 con l'invasione dell'Iraq guidata dagli Stati Uniti. Il ritiro completa l'attuazione dell'accordo siglato nel 2024 tra Washington e Baghdad. "Non pensiamo di avere più bisogno dei militari laggiù", ha dichiarato il presidente americano Donald Trump dopo i colloqui alla Casa Bianca con il primo ministro iracheno Ali al-Zaidi. Già il 12 agosto, al termine di un incontro con il generale Brad Cooper, comandante delle forze statunitensi in Medio Oriente, al-Zaidi aveva definito quella del 30 settembre una scadenza "fissa e definitiva". La Nato aveva invece completato il rientro del proprio personale in Europa il 20 marzo scorso.

I motivi dietro l'invasione dell'Iraq -

  L'invasione dell'Iraq fu lanciata dagli Stati Uniti e dai loro alleati nel marzo 2003 con l'obiettivo dichiarato di eliminare le presunte armi di distruzione di massa del regime di Saddam Hussein e interrompere i suoi presunti legami con il terrorismo internazionale. Quelle armi, tuttavia, non furono mai rinvenute dalle indagini successive all'invasione, compresa quella condotta dall'Iraq Survey Group, incaricato dagli stessi Stati Uniti. Dopo la rapida caduta del regime, il Paese precipitò in una lunga fase di instabilità segnata da insurrezioni armate, violenze settarie e dall'emergere di gruppi jihadisti che avrebbero poi portato alla nascita dello Stato islamico. La presenza militare americana, inizialmente presentata come un'operazione breve, si trasformò così in un impegno di lunga durata.

Washington mantenne infatti un vasto contingente in Iraq fino al ritiro del 2011, ma tre anni più tardi tornò nel Paese nell'ambito della coalizione internazionale contro l'Isis, che nel frattempo aveva conquistato ampie porzioni di territorio iracheno e siriano. Il ritiro previsto per il 30 settembre 2026 dovrebbe quindi chiudere definitivamente una vicenda militare e politica iniziata oltre ventitré anni fa.

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