Marco Mengoni, 37 anni, torna a esibirsi a pochi passi dal pubblico, ma il prezzo dell'esperienza fa discutere. Dopo l'annuncio di "Allo Sbagliato", il nuovo club milanese di cui il cantante firma la direzione creativa, sui social sono comparsi diversi commenti critici per il costo dei biglietti delle 26 serate che lo vedranno protagonista. Si parte da 115 euro e si arriva fino a 230 euro, a seconda della sistemazione scelta.
Il progetto prenderà vita dal 5 novembre al 19 dicembre negli spazi dell'ex Teatro Principe di viale Bligny, a Milano. Un locale da appena 500 persone, pensato per ridurre al minimo la distanza tra artista e spettatori e costruire un'esperienza molto diversa dai grandi concerti negli stadi e nei palazzetti a cui Mengoni ha abituato il suo pubblico negli ultimi anni.
Le proteste dei fan per i prezzi -
Proprio l'esclusività del progetto ha però acceso la discussione. Dopo l'apertura delle vendite, diversi utenti hanno contestato sui social cifre considerate troppo alte per assistere a un concerto in un club. "230 euro per vedere Marco Mengoni in un club: chiunque decida di acquistare il biglietto ha perso completamente il senno", ha scritto un utente su X.
Un'altra critica tira invece in ballo il costo della vita: "Marco Mengoni ha bisogno di riconnettersi alla realtà", si legge in un altro commento, che prosegue sostenendo che oggi “manco la benzina la gente riesce a comprare”.
La scaletta senza le grandi hit -
A far discutere non sono soltanto i prezzi. Mengoni ha anticipato che la residency non sarà costruita attorno ai singoli più celebri della sua carriera, ma darà spazio ai brani che, pur essendo meno conosciuti dal grande pubblico, hanno avuto un ruolo importante nei suoi album.
Una scelta coerente con lo spirito di "Allo Sbagliato", pensato proprio per sovvertire le regole del concerto tradizionale, ma che ha diviso ancora una volta i fan. Sui social c'è chi avrebbe preferito ritrovare in scaletta anche le hit che hanno segnato la carriera del cantante.
L'esperimento sarà particolare anche per un'altra ragione: durante gli spettacoli non si potranno utilizzare gli smartphone. I telefoni resteranno agli spettatori, ma saranno inseriti in apposite custodie richiudibili. Una scelta con cui Mengoni vuole riportare al centro il contatto diretto tra chi è sul palco e chi si trova davanti.
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