Sono complessivamente 106 le persone indagate, tutte di origine nordafricana tranne un'italiana, per associazione per delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti nonché produzione e detenzione illecita di droga dalla procura antimafia di Firenze nell'ambito dell'inchiesta condotta dalla guardia di finanza che ha portato all'esecuzione di 14 misure cautelari.
Le indagini -
L'organizzazione criminale, secondo quanto ricostruito, acquistava la cocaina nei Paesi Bassi, Spagna e in Nord Italia e la spacciava a Firenze e nell'hinterland. A capo della banda un cittadino marocchino, 41 anni (destinatario di una misura cautelare in carcere) che, ritiene la procura, contrattava direttamente con i fornitori, allettandoli con regali preziosi, stabiliva il prezzo di vendita e metteva a disposizione le auto, tutte provviste di doppio fondo, per il trasporto dello stupefacente. Lo stesso 41enne avrebbe reperito gli appartamenti dove vivevano i suoi sodali, provvedendo al vitto e al pagamento delle spese legali, quando venivano arrestati e processati.
Infine, avendo un notevole giro di affari, avrebbe investito il denaro guadagnato nell'acquisto di altro stupefacente. L'unica donna italiana (finita ai domiciliari) è indagata per aver ospitato quattro componenti della banda per far ottenere loro il permesso di soggiorno, custodito il denaro provento di spaccio e affittato vetture per il traffico di stupefacenti.