L'Iran, la Cina, i dazi, il gasolio e da qualche giorno anche... le anatre. Ad agitare i sonni del presidente Usa Donald Trump in vista delle cruciali elezioni di midterm c'è anche il foie gras, ovvero il fegato d'anatra che tanto piace alle tavole imbandite americane. E che, curiosamente, sarà presente anche sulle schede elettorali del prossimo fondamentale appuntamento politico.
Il referendum contro il foie gras -
Già, perché il prossimo 3 novembre gli elettori di Washington DC, capitale degli Stati Uniti, troveranno un altro quesito ad attenderli alle urne: vietare la vendita e la distribuzione in città del foie gras. Gli attivisti per i diritti degli animali hanno infatti raccolto le firme del 5% degli elettori registrati nel Distretto di Columbia, rendendo così possibile il referendum che mira a porre il veto sul piatto principe della tradizione culinaria francese che spopola però in mezzo mondo. America compresa.
L'iniziativa 86 -
La motivazione è legata alle condizioni con cui il foie gras viene preparato, ovvero ingrossando meccanicamente il fegato delle anatre: "Mettono un tubo nella gola, non è una cosa bella", ha detto James Nance, volontario della campagna referendaria, riferendosi all'alimentazione forzata degli animali. I sostenitori sono convinti che il provvedimento verrà approvato, anche se le polemiche non mancano. La proposta Prohibiting the Force-Feeding of Birds Act è stata ribattezzata Initiative 86, dove la cifra, nell'ambito della ristorazione, indica un prodotto non più disponibile nel menù e sta già spaccando l'opinione pubblica. Da una parte, come detto, gli animalisti e i riformatori; dall'altra, comprensibilmente, chi difende dli interessi economici del settore.
Il fegato della discordia -
Il principale oppositore della proposta è Bart Hutchins, chef e proprietario del "Butterworth's", lussuoso ristorante che trova casa proprio accanto a Capitol Hill, frequentato da esponenti e sostenitori dell'amministrazione Trump. Che evidentemente si trovano d'accordo solo a tavola e davanti al foie gras. Il fegato d'anatra, del resto, è l'ingrediente che qui va per la maggiore. E nel menù del locale è presente (letteralmente) in ogni... salsa, dalla tartare al gelato. "È questa cosa molto moderna per cui continuiamo semplicemente a buttare via il passato - ha detto Hutchins, che si dice pessimista sulla possibilità di bloccare il divieto - L'anno prossimo sarà il turno di qualcos'altro di relativamente piccolo... finché non mangeremo tutti solo crocchette di pollo e non avremo più alcuna eredità culinaria".
"Contro la crudeltà" -
Di contro, gli attivisti di Pro Animal DC sono piuttosto ottimisti, forti dei precedenti che in California e in altre città come Pittsburgh e New York hanno ottenuto una larga maggioranza di consensi. E i numeri non mentono. Per portare la faccenda sulle schede elettorali, l'associazione ha raccolto ben 32mila firme: un numero persino maggiore rispetto a quello per la legalizzazione della cannabis approvata nel 2014. Per loro, come detto, la questione riguarda la lotta contro la crudeltà verso gli animali. "Il distretto è il terzo maggior consumatore di foie gras di tutto il Paese. Quindi eliminare questo prodotto crudele da DC avrebbe un impatto davvero significativo sull'industria del foie gras", ha detto la portavoce del gruppo, Natalie Fulton.
Un'... anatra zoppa -
E poi c'è il paradosso del nodo commerciale. Il presidente Trump ha infatti appena siglato un accordo commerciale da 60 miliardi di dollari con la Cina mirato ad alleggerire i dazi su beni non sensibili per stabilizzare i mercati prima del voto di midterm. Ironicamente, tra i prodotti agricoli statunitensi inclusi nella lista che beneficeranno di tariffe ridotte per l'esportazione verso la Cina figura anche il foie gras. Insomma, le prossime elezioni di metà mandato rischiano seriamente di trasformare l'amministrazione Trump nella cosiddetta "anatra zoppa". Con una maggioranza avversa al Congresso. E senza foie gras sulla tavola.