L'uomo È ancora ricoverato

Messina, avvocato aggredito con l'acido: fermata l'ex cliente

La donna, dopo una fuga durata tre giorni, è stata trovata da carabinieri di Catania ed è stata condotta in carcere.

© Carabinieri

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L'assalto con l'acido, poi una fuga durata tre giorni. È stata fermata dai carabinieri del comando provinciale di Catania la 47enne accusata di aver aggredito a Messina, sabato 26 settembre, l'avvocato Pierfrancesco Broccio, 58 anni, spruzzandogli in volto e sul corpo un acido corrosivo che gli ha causato ustioni e lesioni sul 20% del corpo.

Ora è in carcere -

 Alla donna è stato notificato il provvedimento emesso dalla procura di Messina ed è stata condotta in carcere. L'avvocato Broccio è ricoverato nel centro Grandi ustioni dell'ospedale Cannizzaro di Catania: la sua prognosi resta riservata, ma fortunatamente non è in pericolo di vita.

Chi è la donna fermata -

 La donna fermata per lesioni aggravate è una catanese di 47 anni senza fissa dimora che è stata condannata, dalla Corte d'assise di Catania, a 23 anni di reclusione, con l'attenuante della semi infermità mentale, per l'omicidio del marito nel rione Librino nel 2007. Per quel delitto fu condannato all'ergastolo un amico della donna, con la quale pare avesse una relazione sentimentale. La donna ha scontato la condanna, in parte nell'ex ospedale psichiatrico giudiziario di Barcellona Pozzo di Gotto. La donna in passato era stata assistita dall'avvocato Broccio.

L'aggressione -

 Tre giorni fa aveva chiesto di incontrarlo per ottenere una consulenza legale. L'uomo l'avrebbe prelevata alla stazione ferroviaria di Messina Centrale, per poi dirigersi con lei verso il suo studio. Al momento di scendere dall'auto, la donna avrebbe preso dalla propria borsa una bottiglietta con dell'acido che avrebbe schizzato sull'avvocato, per poi fuggire a piedi. Il legale ha contattato il 112 è stato soccorso e portato al Policlinico di Messina. Il suo fermo, come previsto per gli atti urgenti, dovrà essere convalidato dal gip di Catania. Gli atti saranno poi trasmessi alla Procura di Messina.

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