nel giorno della nuova chiusura delle indagini

Garlasco, dal Dna alle impronte: tutti gli elementi dell’inchiesta bis che mettono nei guai Andrea Sempio

Dopo il primo atto di maggio e le obiezioni della difesa, la Procura di Pavia depositerà le consulenze su tracce genetiche, scarpe, misure corporee e personalità dell’indagato. Ecco come si è arrivati a questa giornata e quali scenari si aprono per Alberto Stasi

© Tgcom24 | garlasco combo

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Che cosa ha portato la Procura di Pavia a indagare di nuovo su Andrea Sempio per l’omicidio di Chiara Poggi? Il 38enne, amico del fratello della vittima, era già stato al centro di indagini archiviate nel 2017 e nel 2020. Nel 2025 il caso è stato riaperto. Il 7 maggio 2026 i pm gli hanno notificato un primo avviso di conclusione delle indagini, contestandogli l’omicidio volontario aggravato dalla crudeltà e dai motivi abietti. Dopo le consulenze presentate dalla difesa, la Procura ha disposto nuovi accertamenti. I risultati sono attesi con un secondo avviso di chiusura delle indagini, previsto per oggi, lunedì 28 settembre. 

La notifica non equivale a una richiesta di rinvio a giudizio. Sempio respinge l’accusa e resta innocente fino a un’eventuale condanna definitiva, ma il deposito delle nuove consulenze potrebbe segnare una tappa decisiva nella rilettura del delitto di Garlasco, una vicenda che continua a tenere l’Italia con il fiato sospeso.

Il Dna sulle unghie di Chiara -

  Il punto di partenza dell’inchiesta bis è stato il materiale genetico rilevato sulle unghie di Chiara Poggi. Secondo gli accertamenti esaminati dalla Procura, uno dei profili maschili è compatibile con la linea paterna di Andrea Sempio. Non significa, però, che la traccia identifichi il 38enne: un profilo del cromosoma Y può essere condiviso da più uomini della stessa linea familiare. 

La perizia svolta nell’incidente probatorio ha descritto una traccia mista e parziale. Non ha potuto stabilire quando il materiale genetico sia arrivato sulle unghie, in che modo vi si sia depositato o se sia legato all’aggressione. Il reperto biologico originario è stato consumato nelle precedenti analisi: oggi gli esperti possono riesaminare i tracciati delle analisi, ma non effettuare un nuovo prelievo. Per approfondire questo punto, i pm hanno affidato un’ulteriore consulenza al genetista Carlo Previderè.

L’impronta sulla scala della cantina -

 C’è poi l’impronta 33, rilevata sulla parete della scala che conduce alla cantina, dove fu trovato il corpo di Chiara. La Procura ritiene che la traccia palmare sia riconducibile a Sempio e la considera un possibile collegamento con la scena del delitto. La difesa contesta sia l’attribuzione sia l’interpretazione dell’impronta. Il punto da chiarire è anche quando sia stata lasciata: Sempio conosceva la famiglia Poggi ed era stato nella villetta prima dell’omicidio.

Le impronte delle scarpe e le misure di Sempio -

 I nuovi accertamenti riguardano anche le impronte insanguinate attribuite alla scarpa dell’assassino, una Frau numero 42 con la suola a "pallini". Gli esperti incaricati dalla Procura stanno riesaminando quelle tracce e la loro possibile compatibilità con Sempio. È una risposta alle consulenze difensive: secondo i legali dell’indagato, le misurazioni antropometriche escluderebbero che sia stato lui a lasciare quelle impronte. Il contenuto delle integrazioni attese dirà quali conclusioni hanno raggiunto gli esperti dei pm.
 

Le telefonate, gli spostamenti e lo scontrino -

  La Procura ha ricostruito anche ciò che accadde prima e dopo il 13 agosto 2007. Tra gli elementi esaminati ci sono le telefonate fatte da Sempio a casa Poggi nei giorni precedenti all’omicidio e le spiegazioni fornite successivamente dall’indagato. Gli investigatori hanno inoltre rivalutato lo scontrino di Vigevano presentato a sostegno dei suoi spostamenti quella mattina: secondo l’ipotesi accusatoria, non dimostrerebbe che fosse stato Sempio a effettuare l’acquisto, né gli fornirebbe un alibi per tutta la fascia oraria di interesse. Nel fascicolo figurano anche le sue visite alla villetta dopo il delitto. Sono circostanze che i pm leggono insieme alle tracce scientifiche; nessuna, presa da sola, dimostra che Sempio fosse nella casa durante l’aggressione. 

I soliloqui registrati in auto -

  Nell’inchiesta sono entrate anche le registrazioni di Sempio mentre parlava da solo in auto. I pm hanno esaminato i suoi riferimenti a Chiara, a un possibile incontro e a presunti video intimi, mettendoli in relazione con l’ipotesi del movente. Nell’avviso di maggio la Procura ha contestato i motivi abietti, sostenendo che l’omicidio sarebbe seguito al rifiuto di un approccio sessuale, oltre alla crudeltà legata al numero e all’entità dei colpi inferti alla vittima. 

La difesa nega che quelle registrazioni contengano una confessione e sostiene che alcuni dettagli menzionati da Sempio fossero già circolati pubblicamente. Anche il significato dei soliloqui, dunque, è oggetto di contestazione. Gli investigatori hanno acquisito inoltre ricerche online, scritti, diari e post dell’indagato, per esaminarli nel quadro complessivo dell’inchiesta.
 

La consulenza sulla personalità -

  L’ultimo approfondimento affidato dalla Procura è una consulenza psichiatrica del professor Roberto Catanesi. Deve valutare le condizioni di Sempio all’epoca del delitto, l’eventuale presenza di disturbi rilevanti per la sua capacità di intendere e di volere e la possibile pericolosità sociale. L’indagato ha scelto di non sottoporsi ai colloqui richiesti dall’esperto, che baserà quindi il lavoro sui materiali raccolti nel fascicolo. La consulenza riguarda l’imputabilità e la valutazione della persona: da sola non può stabilire chi abbia ucciso Chiara Poggi.

Che cosa succede dopo l’avviso -

  Se il nuovo avviso sarà notificato in data 28 settembre, i difensori di Sempio potranno conoscere le consulenze e avranno venti giorni per depositare memorie, presentare ulteriori accertamenti o chiedere che l’indagato sia interrogato. Solo dopo questa fase la Procura deciderà se chiedere il rinvio a giudizio oppure l’archiviazione. Le nuove relazioni permetteranno soprattutto di capire come i pm hanno risposto alle obiezioni tecniche sollevate dalla difesa a maggio.

Gli scenari per Alberto Stasi -

 Per l’omicidio di Chiara Poggi, l’allora fidanzato Alberto Stasi è stato condannato in via definitiva a 16 anni che sta scontando nel carcere di Bollate. L’indagine su Sempio non modifica automaticamente quella sentenza, neppure se i pm dovessero chiedere un processo. La procuratrice generale di Milano sta esaminando gli atti trasmessi da Pavia per valutare un’eventuale richiesta di revisione; anche i difensori di Stasi possono presentarla autonomamente. Sarà una procedura distinta, nella quale si dovrà stabilire se i nuovi elementi siano tali da incidere sulla condanna passata in giudicato. 

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