Il capo dell'intelligence egiziana Abbas Kamel ha telefonato al primo ministro Benjamin Netanyahu pochi giorni prima dell'offensiva di Hamas del 7 ottobre 2023 per trasmettere un ulteriore avvertimento e segnalare segnali di un attacco imminente da Gaza, dopo che due precedenti avvisi egiziani erano stati ignorati. La notizia, che arriva dal Wall Street Journal, trova ampio risalto sulla stampa israeliana. L'ultimo avvertimento è arrivato all'inizio di ottobre, quando Kamel ha chiamato direttamente l'ufficio di Netanyahu. Una fonte ha riferito che l'Egitto ha continuato a lanciare avvertimenti fino a quasi 48 ore prima dell'attacco.
Trump: "Vinceremo in Iran presto" -
"Credo che vinceremo la guerra in Iran molto presto". Lo ha dichiarato il presidente americano Donald Trump, intervistato da Fox News, a margine della President's Cup presso il Medinah Country Club, alle porte di Chicago. Trump ha previsto inoltre un calo dei prezzi del petrolio una volta terminata la guerra e ha affermato di ritenere che gli Stati Uniti la stiano vincendo "grazie sia alla pressione economica che all'azione militare".
Wall Street Journal: "Mediatori di pace in pressing su Teheran per il nucleare" -
I mediatori della pace tra Usa e Iran stanno facendo pressione su Teheran perché faccia concessioni sul suo programma nucleare allo scopo di rilanciare i colloqui sul cessate il fuoco, dopo che il presidente Donald Trump ha respinto la proposta di tregua, in una corsa contro il tempo per impedire che il conflitto degeneri di nuovo in una guerra totale. Le persone coinvolte, ha riferito il Wall Street Journal, hanno affermato che si tratta di un tentativo con scarse probabilità di successo per placare Trump sulla questione che gli sta più a cuore. Il tycoon ha cercato di ridefinire il conflitto attorno al suo obiettivo bellico originario, ovvero impedire all'Iran di dotarsi di un'arma nucleare, e di deviare i negoziati dalla questione dello Stretto di Hormuz, attualmente sotto il controllo iraniano. Secondo funzionari governativi mediorientali che intrattengono contatti regolari con Teheran, i leader iraniani sono fiduciosi di resistere a un blocco americano di lunga durata o a una rinnovata campagna di bombardamenti Usa. Gli stessi funzionari hanno affermato che il potere in Iran è ora concentrato nelle mani del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche, forza paramilitare ed economica che da tempo adotta una linea dura contro ogni compromesso con l'Occidente.