Ospite a "Verissimo" Amanda Knox, a quasi vent'anni dal delitto di Perugia, torna a parlare della morte di Meredith Kercher, del rapporto con Raffaele Sollecito e della sua nuova vita presentando al pubblico di Canale 5 suo marito Christopher Gerald Robinson e i loro due figli Eureka ed Echo. "Non sarei qui se non fosse per mio marito, lui mi ha trovata in una libreria sotto terra mentre provavo a rimanere anonima quando in realtà non era possibile. Lui mi ha incoraggiata a difendermi e ad alzare la mia voce, è grazie a lui se oggi sono qui a raccontare la mia storia" dice in un ottimo italiano a Silvia Toffanin.
Durante l'intervista Amanda Knox parla anche di come è cambiato negli anni il suo rapporto con Raffaele Sollecito: "Non ci vediamo tanto però ci sentiamo. Mi scriveva delle lettere quando ero in carcere, eravamo molto attaccati anche se ci siamo conosciuti cinque giorni prima dell'omicidio di Meredith. Oggi ci vogliamo bene in modo diverso, siamo sopravvissuti insieme a un incubo. Abbiamo vite diverse, quando sono tornata in Italia l'ho incontrato e abbiamo fatto quel famoso viaggio a Gubbio che dovevamo fare quella mattina del 2007. Le nostre vite forse potevano essere diverse".
E sulle critiche ricevute dalla famiglia di Meredith sul suo spettacolo di stand-up comedy "Cartwheel" conclude: "La famiglia di Meredith si sente ferita dalla persona sbagliata perché il mio spettacolo non fa ridere su un omicidio, il mio messaggio non è quello di normalizzare la violenza contro le donne ma esattamente l'opposto. Ogni volta che parlo di quello che è successo a me, parlo anche di quello che è successo a Meredith. Nessuno ricorda il nome di chi l'ha violentata e uccisa e questa è una tragedia, è una storia di misoginismo. La sua vita è stata tolta come se non valesse niente".