LE SFILATE A MILANO

Fashion Week, forme aderenti e lampi fetish: l'omaggio di Ferragamo agli Anni '40

Per la primavera estate 2027, il direttore creativo Maximilian Davis prosegue l'esplorazione del guardaroba del XX secolo

© Ufficio stampa | 	Ferragamo collezione primavera estate 2027, tre look della sfilata alla Milano Fashion Week

© Ufficio stampa| Ferragamo collezione primavera estate 2027, tre look della sfilata alla Milano Fashion Week

Alla Milano Fahion Week, Ferragamo ha proseguito il suo viaggio nel tempo. Il direttore creativo della maison fiorentina Maximilian Davis per la primavera estate 2027 continua infatti ad esplorare il guardaroba del ventesimo secolo. Per la prossima bella stagione, lo sguardo si sposta così sugli anni Quaranta, di cui rilegge i codici attraverso la sua estetica distintiva. 

Fashion Week, le ispirazioni per la collezione donna 2027 di Ferragamo -

 Il linguaggio essenziale delle uniformi e dell’abbigliamento da lavoro dell’epoca - in un periodo che ha visto l’introduzione delle donne nel mondo del lavoro -, viene distillato, semplificato e raffinato attraverso una prospettiva contemporanea. "Era un tempo in cui l’abbigliamento e la sua struttura definivano postura e decoro - ha spiegato Maximilian Davis -: la posizione di una tasca poteva influenzare sia il modo di stare in piedi sia quello di comportarsi. Volevo riprendere alcuni elementi di quella silhouette e attualizzarli". >> Guarda il VIDEO DELLA SFILATA 

I look della sfilata Ferragamo alla Milano Fashion Week -

 In questa nuova interpretazione, forme aderenti e a vita alta enfatizzano il punto vita con doppie cinture. Tasche d’ispirazione militare arricchiscono gonne a matita e capispalla, gilet utility si indossano sotto completi sartoriali e i trench si aprono in ampie svasature. Lampi di feticismo emergono nei materiali: gomma traslucida dai toni clinici, camicie in pelle e cravatte in pitone lucido. A bilanciare il rigore della silhouette anni Quaranta interviene il drappeggio dello scarf dressing di Davis, declinato in sete eteree annodate, strascichi in pelle e abiti drappeggiati ricamati di paillettes. Il Surrealismo, da sempre fonte d’ispirazione per il direttore creativo, riaffiora come tema ricorrente. Le texture tonali dei suoi ritratti onirici, tra rayografie e solarizzazioni, si traducono in trasparenze e contrasti materici. La libertà delle sue muse emerge invece nelle pelli schiarite dal sole, nei materiali naturali e nelle stampe che richiamano la topografia del paesaggio. "Mi hanno ispirato le donne dell’epoca che prendevano possesso della propria narrazione - ha sottolineato ancora Davis -: donne che erano soggetti delle immagini, ma che viaggiavano anche per il mondo per crearne di proprie".