LA TRAGEDIA A Cascina Bottedo

Morto folgorato a Lodi, si cerca il cellulare della vittima | La preside della scuola frequentata dal 15enne: "I suoi compagni sono sconvolti"

"Faremo interventi di supporto per aiutarli a superare quanto accaduto", ha detto la dirigente scolastica. Intanto, chi indaga non esclude che il ragazzo possa essere stato spinto da altri a "scalare" il traliccio

La vicenda del 15enne morto folgorato su un traliccio dell'alta tensione ha turbato l'intera comunità di Lodi. "I suoi compagni di studi" sono "più che addolorati, sono sconvolti. Faremo interventi di supporto anche con psicologi per ascoltarli e aiutarli a superare quanto accaduto", ha detto la preside della scuola frequentata dal giovane. Proseguono, intanto, le indagini. Fonti vicine all'inchiesta rivelano che "al momento non si esclude nessuna pista: non si può escludere nemmeno che, al momento dei fatti, con il giovane, o in collegamento con il giovane, ci fosse qualcuno, anche perché il suo cellulare non è stato ritrovato".

La preside: "La scuola è l'ultimo baluardo" -

 "Noi abbiamo 110 ragazzi fantastici, eccezionali. La scuola è l'ultimo baluardo, l'ultima spiaggia tra le agenzie educative, ma noi siamo consapevoli del lavoro di grande responsabilità che abbiamo. Per questo favoriamo a tutti i livelli la relazione umana, che per noi è fondamentale. Questa tragedia non la voglio commentare", ha concluso la preside della scuola frequentata dal 15enne.

Cosa è successo -

 La tragedia si è consumata intorno alle 18.30 di venerdì 25 settembre, in località Cascina Bottedo, nel Lodigiano. Secondo quanto ricostruito, il 15enne è morto folgorato mentre stava salendo su un traliccio dell'alta tensione. Il ragazzo è rimasto attaccato a metà del palo che aveva scalato poco prima. Non si esclude che lo abbia fatto per una sfida social, con tanto di selfie scattato in cima. È tuttora al vaglio degli inquirenti l'esatta dinamica dei fatti. Alla base del traliccio i residenti hanno lasciato dei mazzi di fiori.

Le prossime mosse della Procura -

 Stando a quanto emerge da fonti d'indagine, è probabile che la Procura della Repubblica possa disporre perizie informatiche sui tabulati telefonici dello smartphone che potrebbe essere ancora nei campi attorno al traliccio, oppure portato via da qualcuno. Non si esclude infatti che, quando il giovane si è finto "morto" sdraiato sull'asfalto e quando ha poi scalato il traliccio, non fosse in comunicazione con qualcuno che potrebbe averlo spinto a tali azioni e che poi, vista la tragedia, può essere arrivato sul posto per prendere il telefono. Intanto la salma rimane a disposizione della stessa Procura.

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