Non sarebbe stato un incidente né una distrazione al volante, ma un gesto vendicativo: alla guida dell'auto che ha investito un bimbo di 5 anni nella serata di sabato a Torino all'incrocio tra via Pinelli e via dell'Industria c'era infatti l'ex fidanzata del padre del piccolo.
La dinamica -
Il bambino stava camminando in strada insieme ai genitori. La donna al volante ha travolto il piccolo in pieno, scatenando attimi di autentico terrore sotto gli occhi attoniti e disperati dei familiari e di diversi residenti scesi in strada. I soccorritori del 118 sono intervenuti d'urgenza, trasportando il bambino con codice rosso all'ospedale infantile Regina Margherita dove resta ricoverato in prognosi riservata.
Le indagini -
Per la donna alla guida è scattato immediatamente il fermo con l'accusa di tentato omicidio, mentre gli inquirenti lavorano per ricostruire nei dettagli le tensioni e i pregressi rancori sentimentali alla base della vicenda.
Il legale: "Non escludo sia stato un incidente" -
"Non ho ancora avuto modo di vederla, ma il fatto che la ragazza e il padre del bambino si conoscessero, non esclude automaticamente l'incidente. Quella dell'incidente è un'ipotesi che terrei in piedi, con la particolarità che le persone si conoscessero". Ad affermarlo è l'avvocato dell'arrestata. "Dalle condizioni del bimbo, credo si possa parlare del fatto che il piccolo sia stato urtato, abbia avuto un contatto con l'auto, non che sia stato investito. Ma non ho ancora elementi sufficienti e non ho potuto parlare con la ragazza, quindi sono soltanto ipotesi".
"Sembrerebbe che il padre del piccolo - spiega ancora il legale - l'abbia riconosciuta e che da lì sia emersa la contestazione di volontarietà del gesto. Io non so in che rapporti fosse col padre del bambino, non so se sia l'ex compagno. So soltanto che sarebbe stato quest'uomo a dire di conoscerla. Non so se nel momento di panico di vedere l'accaduto il padre abbia detto 'la conosco, l'ha fatto apposta', o se sia stata una coincidenza".
"La madre della ragazza, che però non era con lei, sa che non è scappata - afferma l'avvocato -. Non so se sia scesa dall'auto subito, ma poi era sul luogo dell'incidente, da ciò che sappiamo, ed è lì che è stata fermata. Non so se a cento metri o a un metro da dove c'era il bimbo". "La madre di lei mi riferisce che sembrerebbe che in auto con lei ci fosse un compagno, un amico, e che alla guida ci fosse però lei. Tutti elementi che però non ho potuto ancora verificare con l'interessata", aggiunge. "So soltanto - precisa infine il legale - che al momento alla ragazza sono contestati il tentato omicidio e le lesioni personali aggravate, quantomeno dalle forze dell'ordine, poi vedremo ciò che farà la magistratura".