scontro tra municipio e parrocchia

Pavia, come Peppone e Don Camillo: sindaco contro parroco per un divieto di sosta

A Barbianello al sacerdote è stata contestata una serie di infrazioni per un parcheggio irregolare: la protesta riaccende vecchie tensioni col Comune

© Dal Web

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Barbianello come a Brescello? La sfida tra Peppone e don Camillo sembra trovare la sua versione 2.0 in provincia di Pavia a distanza di decenni dalle storie raccontate da Giovannino Guareschi. Questa volta il teatro della contesa è il piccolo comune pavese dove i rapporti tra amministrazione comunale e parrocchia sono da tempo tutt'altro che semplici. L'ultimo episodio è arrivato proprio durante la festa patronale e ha coinvolto il parroco don Gianfranco Maggi. Al sacerdote è stata contestata una serie di infrazioni legate alla sosta della sua automobile per un totale di 296 euro.

La multa durante la festa patronale -

 L'episodio risale a domenica 13 settembre, giornata nella quale Barbianello era animata dalle iniziative organizzate per la festa patronale. Come riporta Il Giorno, il parroco, dopo aver celebrato la messa a Torricella Verzate, era tornato in paese per partecipare alla parte conclusiva dei festeggiamenti, compresa la tradizionale "risottata". Secondo la contestazione, però, l'auto sarebbe stata lasciata in una posizione irregolare, in prossimità di un incrocio e di un attraversamento pedonale. La sanzione sarebbe stata rilevata intorno alle 19.20. Don Maggi sostiene di aver scelto uno spazio che gli sembrava libero e di non aver creato intralcio alla circolazione e contesta la cifra della contravvenzione e, soprattutto, il momento in cui è stata elevata lo hanno spinto a mettere in dubbio l'opportunità dell'intervento.

Il sacerdote non ha nascosto il proprio disappunto e ha lasciato intendere che dietro la sanzione potrebbe esserci qualcosa di più di una semplice questione legata al Codice della strada, richiamando i rapporti già difficili con l'amministrazione comunale. Il parroco ha definito l'iniziativa un atteggiamento che, a suo avviso, sarebbe poco appropriato, soprattutto considerando il contesto nel quale è avvenuta, proprio durante la festa patronale.

La risposta del sindaco -

 Il sindaco Giorgio Falbo respinge però ogni interpretazione legata a presunte ritorsioni. La sua versione è netta: durante quella stessa giornata sarebbero state contestate altre tre violazioni e quindi il parroco non sarebbe stato trattato in maniera diversa rispetto agli altri automobilisti. Il principio rivendicato dal primo cittadino è quello dell'uguaglianza davanti alle regole e ha sottolineato che il sacerdote può contestare la multa attraverso gli strumenti previsti dalla legge, se ritiene che la sanzione sia ingiusta.

La sfida tra municipio e parrocchia -

 La vicenda ha rapidamente alimentato il dibattito tra i residenti. C'è chi considera la multa una normale applicazione delle norme sulla circolazione e chi, invece, legge l'episodio alla luce dei rapporti complicati tra il sindaco e il parroco. Per alcuni cittadini, il problema sarebbe semplicemente il parcheggio: l'auto, secondo questa ricostruzione, sarebbe stata lasciata in una posizione non consentita e dunque la sanzione sarebbe conseguenza della violazione. Altri ricordano invece che tra i due protagonisti esiste un precedente fatto di scontri politici e giudiziari.

Il precedente -

 Non è la prima volta che parroco e sindaco si "scontrano" in stile Don camillo e Peppone. Il rapporto tra Falbo e don Maggi era già finito al centro delle cronache negli anni passati. Una delle principali controversie riguardava la scuola materna, vicenda sfociata anche nelle aule giudiziarie. Il contenzioso amministrativo si è concluso davanti al Tar con la conferma dell'esproprio dell'edificio a favore del Comune, seguito dalla ristrutturazione della struttura. Parallelamente, il parroco aveva contestato alcune comunicazioni e iniziative attribuite al sindaco e a un suo collaboratore, arrivando a promuovere un'azione civile per diffamazione.

Quella stagione giudiziaria aveva portato anche a un risarcimento civile complessivo di 43mila euro: 25mila a carico del sindaco e 18mila a carico del suo collaboratore, secondo quanto riportato nella vicenda. A distanza di tempo, la nuova scintilla. 

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