L'allarme

Caro carburanti, Federpetroli: "Con lo sconto dimezzato, c'è rischio di sfondare la soglia di 3 euro al litro"

Eni ha fissato un limite massimo al prezzo dei carburanti a partire dal 28 settembre:  2,19 euro per il gasolio e 1,99 per la benzina

© Ansa

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I prezzi del carburante alle stazioni di servizio volano ancora su livelli straordinari, nonostante gli interventi del governo di tagliare le accise sul diesel. La guerra in Ucraina e il conflitto in Asia Occidentale, che ha portato alla chiusura dello stretto di Hormuz, stanno mettendo in difficoltà le economie mondiali. L'ennesimo allarme sull'aumento del costo del petrolio arriva Michele Marsiglia, presidente di Federpetroli, che richiama un intervento repentino per raggiungere una de-escalation della crisi nel Golfo, così da evitare che il carburante superi il tetto di tre euro al litro. "C'è il rischio che il greggio arrivi a 140 dollari al barile e di vedere il carburante che sfonda la soglia dei tre euro al litro", sostiene il presidente di Federpetroli, interpellato da LaPresse. 

La situazione in Italia -

 Marsiglia vede configurarsi il pericolo di un aumento del gasolio sul mercato, anche in vista dello sconto sulle accise dimezzato dal 26 settembre. Sul fronte dei prezzi dei carburanti sulla rete petrolifera in Italia, infatti, dal 26 settembre, fa notare Marsiglia, "lo sconto diminuirà ulteriormente e in rapporto ai continui aumenti degli indici di settore il peso di acquisto per gli italiani sarà ancora più pesante". Il presidente di Federpetroli spera che si arrivi a una de-escalation delle tensioni Usa-Iran, vista la richiesta di Teheran di una tregua.

La crisi energetica in Europa -

  Marsiglia ha anche ipotizzato che con l'idea del presidente Donald Trump di bloccare l'export di diesel dagli Usa si può "assistere a una crisi energetica dell'Europa che penso non si sia mai vista negli ultimi 30 anni. Potremmo avere problemi di prodotto e di prezzo, considerando una previsione di oltre 120/140 dollari a barile per il greggio di riferimento europeo". Il presidente di Federpetroli sostiene che "anche diverse banche d'affari hanno stimato valori superiori ai normali aumenti di mercato e questo preoccupa principalmente il settore degli investimenti dell'Oil&Gas".

L'aiuto di Eni -

  Alcuni giganti del petrolio stanno pensando a misure per venire incontro all'economia italiana, sotto pressione per l'aumento del carburante. È il caso di Eni, che ha deciso di fissare un limite massimo (price cap) al prezzo dei carburanti commercializzati da Enilive pari a 2,19 euro al litro per il gasolio e a 1,99 euro al litro per la benzina (circa 17 centesimi in meno rispetto ai livelli medi attuali).

Il price cap è correlato all'agevolazione fiscale sulle accise in vigore e sarà applicato a partire dal 28 settembre, per una durata iniziale di 30 giorni, con possibilità di estensione fino alla fine dell'anno, in funzione dell'andamento del mercato e degli approvvigionamenti. Il colosso petrolifero, che rende nota la misura attraverso un comunicato, precisa che "la contrazione dell'offerta di prodotti raffinati sul mercato internazionale che deriva dalle crisi geopolitiche in corso, associata alla carenza di capacità di raffinazione a livello europeo (quasi 30 raffinerie chiuse negli ultimi 15 anni), ha portato i prezzi dei carburanti a livelli estremamente onerosi per le famiglie e le aziende italiane".

"In questo contesto, prosegue la nota, Eni intende dare un nuovo contributo di solidarietà al Paese, ai consumatori e alla propria clientela, che si unisce alle iniziative già intraprese dalla Società dallo scorso marzo attraverso un ribaltamento solo in via parziale dell'aumento delle quotazioni internazionali sui prezzi consigliati presso i propri distributori, assorbendone così una parte significativa".

Il governo ringrazia -

 Dopo la decisione di Eni, sono arrivati i ringraziamenti di Palazzo Chigi. "Il governo ringrazia Eni per l'importante iniziativa di porre un tetto massimo al prezzo di benzina e gasolio. Un lodevole atto di attenzione all'Italia, che va nella auspicata direzione di calmierare il caro carburante che, a causa del difficile contesto internazionale, sta colpendo le famiglie italiane", si legge in una nota di Palazzo Chigi.