Nonostante le rinnovate tensioni nello Stretto di Hormuz, le interruzioni del traffico delle petroliere e le forti oscillazioni dei prezzi del petrolio abbiano destabilizzato i mercati dei tassi, durante l’estate gli spread del credito hanno tenuto. I fondamentali societari sono rimasti sostanzialmente solidi, in particolare nel segmento investment grade, dove gli utili, la liquidità e il livello di indebitamento hanno registrato risultati positivi rispetto alla posizione fiscale sempre più fragile di molti emittenti sovrani. L'economia USA ha continuato a dimostrare una resilienza sufficiente a sostenere i ricavi e i margini mentre il numero di insolvenze societarie calcolato da Moody’s nella prima metà del 2026 è risultato inferiore rispetto all’anno precedente.
OTTIMISTI SUL CREDITO IG MA CON APPROCCIO SELETTIVO
“Rimaniamo ottimisti nei confronti del credito investment grade, pur mantenendo un approccio selettivo e una posizione prudente” fa sapere Charudatta Shende, Head of Client Portfolio Management Fixed Income, Candriam. “Privilegiamo i titoli con rating BB, il credito crossover e le emissioni subordinate di emittenti con rating investment grade. Siamo invece cauti nei confronti dei mutuatari con rating CCC e B più deboli, dipendenti in misura eccessiva da condizioni di rifinanziamento favorevoli. Ci piacciono i settori difensivi della sanità, delle telecomunicazioni e di alcune utility, distinguendo tra le infrastrutture regolamentate con rendimenti prevedibili dai progetti ad alta intensità di capitale che dipendono da una domanda non ancora comprovata”.
LE RIFLESSIONI SUL DEBITO RELATIVO AI DATA CENTER
Per quanto riguarda invece il debito relativo ai data center è necessaria un’attenta valutazione delle singole compenti: la qualità dei locatari, la struttura del contratto di locazione, il rischio di costruzione, la disponibilità di energia elettrica, le ipotesi di crescita e il valore residuo dell’asset. In tutti i settori, inoltre, Shende concentra l’attenzione sulle società orientate a piani di riduzione dell’indebitamento credibili e ricavi diversificati, con marchi forti, flussi di cassa liberi ben definiti e la capacità di trasferire i maggiori costi sui clienti.
LE FORZE INFLAZIONISTICHE DI NATURA FISCALE E POLITICA
“Se l’ultimo shock petrolifero ha contribuito ad aggiungere un premio di rischio inflazionistico , altre forze più profonde di natura fiscale e politica tenderanno a mantenere i premi a termine al di sopra dei livelli registrati nel periodo successivo alla crisi finanziaria: dall'elevato debito sovrano al persistente ricorso al prestito pubblico, dalla frammentazione del commercio alla spesa per la difesa, dagli interventi di adattamento ai cambiamenti climatici alla transizione energetica” puntualizza il manager di Candriam. Shende, guardando agli attuali rendimenti del credito in euro nota tassi interessanti, , pari a circa il 3,7% nel segmento investment grade e al 5,5% nel segmento high yield. “Anche la qualità dell’high yield è migliorata: il mercato in euro è ora composto per circa il 69% da titoli con rating BB. Al contempo, i consistenti afflussi di fondi comuni ed ETF hanno rafforzato la domanda” specifica il manager.
LA GESTIONE DEL DEBITO DA PARTE DEL TESORO USA
Shende conclude la sua analisi commentando le operazioni di gestione del debito da parte del Tesoro USA. “Questo meccanismo ha sostenuto gli asset di rischio, ma la sua credibilità non è più indiscussa. Il Tesoro ha proseguito con i riacquisti di titoli a lungo termine, ma la gestione delle scadenze non può sostituire il controllo della curva dei rendimenti né la credibilità fiscale. Con i rendimenti a lungo termine elevati e i disavanzi già ingenti, un intervento può offrire solo un sollievo temporaneo” argomenta Charudatta Shende, Head of Client Portfolio Management Fixed Income di Candriam.